SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Immaginate di essere al Corriere della Sera. Mandate una vostra giornalista ad una conferenza stampa di presentazione, che ne so, della Prima della Scala. Pubblicate il pezzo. Il giorno seguente, poi, ascoltate il Tg1 che, nell’illustrare il servizio, monta, assieme alle immagini video, pari pari il pezzo scritto dalla vostra giornalista. Perché, magari, invece di andare alla conferenza avevate passeggiato per via Montenapoleone. O, piuttosto, perché svogliati, o incapaci. Tutto questo senza chiedere un permesso – tra colleghi, a volte, certi favori vanno fatti. Tutto questo senza nemmeno saper copiare, come ripetono spesso gli studenti ai professori.
Noi non siamo il Corriere della Sera, ma un orgoglioso organo di informazione di provincia che cerca di farsi largo – e i numeri ci danno ragione – con un tipo di comunicazione senza fronzoli. Per questo, siamo abbastanza stanchi di dover ripetere – e chi ha orecchie, intenderà – che Sambenedettoggi.it non è una busta della spesa dove altri affaccendatissimi iscritti all’Ordine possono permettersi di copiare e incollare impunemente, senza chiedere scusa, e anzi, magari, sentendosi pure offesi se qualcuno fa notare che, sì, insomma, il rispetto per il lavoro altrui è un sintomo di buona educazione prima ancora che indice di professionalità.
Risparmiamo ai lettori, naturalmente, il lavoro di confronto – esilarante, sarebbe. Per completezza e per far capire a chi deve intendere cosa intendere, riportiamo, di seguito, il link del pezzo di Emily Forlini, relativo alla conferenza stampa del 3 gennaio, relativa alla presentazione del Maexpò, che si è tenuta il 5 gennaio al Canapé di San Benedetto. Testo, plagiato senza pietà. Dovevamo rendere pubblico il fatto, nei prossimi giorni decideremo cos’altro fare.

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