SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I consiglieri comunali del Partito Democratico Lina Lazzari, Nazzareno Menzietti, Sergio Pezzuoli, Fabio Urbinati e Libero Cipolloni intervengono congiuntamente per chiedere una verifica del programma di mandato dell’amministrazione Gaspari e, fra le righe, chiedono al sindaco di far ingranare la marcia alle operazioni politiche promesse fin dal 2006 e, in alcuni casi, non realizzate.

Ecco cosa affermano i cinque rappresentanti dell’elettorato sambenedettese (si tratta di tre ex Ds, Lazzari, Urbinati e Pezzuoli, e due ex Margherita, Cipolloni e Menzietti): «Poniamo come problema politico la necessità di riprendere il programma di mandato per verificare quanto fino ad ora è stato fatto,e quanto resta da fare. Riteniamo inoltre che la città ha bisogno di conoscere un nuovo sviluppo che nasca anche dallo spirito di una politica in grado di assumere un ruolo di responsabilità e di scelte condivise rispetto alle tante esigenze dei cittadini, considerato anche il grave momento di crisi generale».

Questa verifica del programma di mandato – l’ultima sintesi politica risale all’estate scorsa – non potrà eludere quella che per molti versi è una situazione paradossale nel Pd sambenedettese. Dal momento della nascita del nuovo partito, infatti, non è stato ancora nominato il suo capogruppo in Consiglio comunale. Formalmente i due ex capogruppo di Ds e Dl, Silvano Evangelisti e Fernando Palestini, svolgono ancora la loro funzione. Ovvio il motivo: è mancato l’accordo sul nuovo nome unificatore, fermo restando che i due partiti genitori del Pd vorrebbero entrambi avere nel ruolo di capogruppo un uomo o una donna dei loro.

Perciò Menzietti e gli altri 4 consiglieri affermano: «Tale verifica politica passa prioritariamente attraverso la costituzione del gruppo consiliare del Partito Democratico, ovvero considerare questo come lo strumento fondamentale non solo per portare avanti la politica amministrativa, bensì per ritessere quei contatti con le forze politiche e sociali, che riteniamo interlocutori privilegiati per qualsiasi forma politica e partitica».
Infine aggiungono una stoccata alla segreteria comunale del Pd: «A nostro avviso anche la segreteria del Pd dovrebbe voler fare una riflessione sulla questione per dare a sua
volta delle risposte alle richieste dei tanti iscritti».

L’impressione è che una parte della maggioranza del sindaco Gaspari stia sentendo il fiato sul collo dell’arrivo del giro di boa per quei cinque anni che i cittadini hanno affidato loro per governare la città. Ora è il momento di capire veramente quali fra i tanti obiettivi possono essere raggiunti e quali no. E puntare decisamente su quelli che si possono raggiungere, seppur facendo i conti con il non felice momento delle casse del Comune, per ragioni extra locali.

La maggioranza Gaspari, che fin d’ora non ha mai dato segnali eclatanti di divisione interna, si sta ponendo questi problemi. La dialettica sarà lunga e intensa e, prevediamo, non lesinerà momenti di scontro interno. Un aspetto, intendiamoci, che sta nelle cose della politica, e nelle cose umane in generale. Starà all’abilità politica del sindaco Gaspari far sì che il sacrosanto dibattito interno non si trasformi in pericolose spinte centrifughe. Si tratta del ruolo che egli si è scelto e per il quale i cittadini l’hanno votato. A metà mandato, entra nel momento più denso e difficile di questo ruolo.

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