ASCOLI PICENO – Potrebbe concludersi presto l’esperienza amministrativa di Massimo Rossi alla guida della Provincia di Ascoli Piceno. Lunedì pomeriggio, infatti, gli assessori provinciali del Partito Democratico, Ubaldo Maroni ed Emidio Mandozzi (quest’ultimo vicepresidente della Provincia e candidato del Pd alla successione proprio di Rossi) hanno abbandonato la riunione di giunta (Canzian invece si è astenuto dall’approvazione) perché in disaccordo con la proposta di incentivi ai dipendenti pubblici che andranno ripartiti tra le due nuove province.

Il Pd esprime contrarietà al metodo di Rossi (che viene accusato di non aver chiamato gli assessori ad una decisione comune). Rispetto a qualche giorno fa, comunque, vi era stata una modifica sugli incentivi: chi prenderà l’incentivo di 20 mila euro, non avrà più il diritto ai rimborsi per le spese di viaggio. Il segretario provinciale del Pd, Mauro Gionni, taccia questa decisione come di uno spreco tipico da “Casta”.

Il Pd ha convocato la direzione provinciale per venerdì prossimo, data in cui deciderà se esprimere poi un voto contrario anche al bilancio dell’ente. In questo caso, Massimo Rossi sarà costretto alle dimissioni. Un epilogo scontato dopo molti mesi di conflittualità tra il presidente di Rifondazione Comunista e i democratici, pronti ad una sfida “fratricida” alle prossime elezioni.

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