VAL VIBRATA – Nove tra sindaci, ex sindaci ed amministratori pubblici sono stati citati in giudizio per rispondere delle accuse di abuso d’ufficio inerente l’affidamento del servizio smaltimento rifiuti alla Poliservice nelle città dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata. Il provvedimento di comparizione degli indagati è stato firmato nei giorni scorsi dal gip Marco Billi e la prima data del processo è stata fissata per il prossimo 18 febbraio.

Nello scorso mese di maggio il sostituto procuratore Valentina D’Agostino aveva notificato nove avvisi di garanzia, a Marco Iustini, sindaco di Colonnella ed ex presidente dell’Unione dei Comuni, a Sergio Moroni, sindaco di Nereto e al suo vice Giampiero Masi, a Dino Pepe, sindaco di Torano a Stefania Ferri, primo cittadino di Sant’Egidio alla Vibrata, a Ernano Fucilitti sindaco di Sant’Omero e agli ex sindaci di Alba Adriatica Valerio Caserta e di Martinsicuro Nilde Maloni e all’ex responsabile del servizio gestione rifiuti intercomunale Iva Tassoni.

Oggetto delle indagini della magistratura sono tre delibere della giunta dell’Unione risalenti al 2005, relative all’acquisto delle quote della Poliservice da parte dell’Unione, all’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni vibratiani consorziati e l’adozione dello schema di contratto. I tre documenti sarebbero per la magistratura illegittimi, poiché l’Unione non avrebbe potuto diventare proprietaria della Poliservice e contemporaneamente affidare a questa società il servizio dei rifiuti.

La vicenda risale al 2005, quando sotto la presidenza di Iustini la giunta procedette all’approvazione degli atti. Mentre i sindaci di Ancarano e Controguerra si astennero dalla votazione, i comuni di Corropoli e Sant’Omero, in seguito all’approvazione degli atti decisero di uscire dalla funzione delegata dei rifiuti e preferirono gestire il servizio per conto proprio e non tramite l’Unione, presentando due ricorsi, uno amministrativo e uno penale. E se il Tar si pronunciò allora favorevolmente all’Unione dei Comuni, l’inchiesta penale ha però preso un’altra piega.

Nel corso dei tre anni e mezzo di indagini inoltre, il sindaco di Sant’Omero, che dapprima aveva deciso di procedere alla gestione diretta dello smaltimento dei rifiuti e in seguito è rientrato nel servizio associato trasferendo di nuovo la funzione alla Città-Territorio, ora è passato dalla condizione di denunciante a quella di indagato. Il Comune di Corropoli invece non è tornato sulla propria decisione e anzi ha affidato qualche mese fa il servizio di smaltimento dei rifiuti ad una nuova società.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.304 volte, 1 oggi)