ASCOLI PICENO – Anche in queste festività la suggestiva tradizione dei presepi viventi si è rinnovata, insieme a quella dei presepi d’arte, su tutto il territorio provinciale con intere comunità impegnate con grande sensibilità e laboriosità a ricostruire il mistero della Natività. Attraverso una poliedrica ricchezza di personaggi, situazioni ed ambientazioni si sono succeduti i presepi viventi da Falerone ad Altidona, da Fermo a Comunanza, da Torre di Palme a Porto S. Elpidio, da Grottammare a Massignano, da Maltignano a Castel di Lama fino a quello della frazione di Porchia di Montalto Marche. Proprio quest’ultima rappresentazione, insieme a quella di Fermo e di Grottammare, chiuderà il 6 gennaio prossimo il folto calendario di appuntamenti dedicati a questa straordinaria forma di arte popolare in grado, al di là del valore religioso e spirituale, di richiamare l’attenzione sui centri storici minori a volte sconosciuti perfino chi vive nel territorio.

“Sono rappresentazioni che costituiscono una delle espressioni più radicate e sentite dell’identità locale – ha dichiarato l’assessore provinciale alla Cultura Olimpia Gobbi – capaci di “incarnare” al meglio lo spirito di coesione sociale che caratterizza da sempre la nostra comunità. Per queste ragioni – ha aggiunto l’Assessore – la Provincia ha inteso valorizzare i presepi viventi e quelli d’arte, includendoli in uno specifico circuito di Sensi Piceni, la rassegna di eventi che offre al turista l’opportunità di scoprire in un’atmosfera unica ed irripetibile i nostri meravigliosi centri storici”.

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