L’AQUILA – E’ stata abrogata nel corso dell’ultimo Consiglio regionale la cosiddetta “legge sui portaborse”, approvata lo scorso 7 novembre e che permetteva la stabilizzazione dei precari impiegati a servizio di consiglieri e assessori (una settantina), e di circa un migliaio di co.co.co assunti a tempo determinato in Regione (circa 300), nelle Asl e nelle società regionali (circa 700).

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale uscente, che si è tenuto martedì 30 dicembre, il provvedimento, inserito attraverso un emendamento nella legge sugli scarichi fognari, è stato cancellato con una quasi totale unanimità, a dispetto del clima di confusione e di polemiche con il quale era stato inizialmente approvato. Sono stati quindi abrogati gli articoli 24, 25 e 26 non senza però alcuni scontri in aula e in un cima di generale tensione. La seduta infatti, pur essendo l’ultima del consiglio regionale di centrosinistra, si è conclusa senza alcun messaggio di commiato e di augurio da parte dei consiglieri regionali, molti dei quali non riconfermati nell’ultima tornata elettorale.

Contrario alla cancellazione dell’articolo 24 relativo alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato e dei Co.co.co., l’assessore regionale uscente al Bilancio Giovanni D’Amico che per protesta ha lasciato l’aula. «L’abrogazione produce l’automatica disdetta degli accordi sindacali, procura un grave danno all’organizzazione amministrativa e funzionale degli uffici e pregiudica la prosecuzione dei contratti in essere, tanto più se interverranno norme più restrittive del Parlamento» ha spiegato il riconfermato consigliere del Pd in una lettera inviata al commissario del Pd Massimo Brutti. «Il documento votato su proposta del centrodestra e fortemente sostenuta dal gruppo dell’Italia dei valori – continua D’Amico – rischia di generare un possibile contenzioso da parte dei lavoratori a danno della Regione».

D’Amico nel corso del dibattito in aula si era mostrato però «ampiamente favorevole» alla cancellazione degli articoli 25 e 26 della stessa legge relativi all’assunzione del personale politico delle segreterie e degli assessorati, le cui posizioni non erano state previste disegno di legge presentato dalla Giunta regionale alla fine del 2007.

Favorevole alla totale abrogazione dell’emendamento invece Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl: «La fine della legislatura regionale – ha commentato Piccone – si chiude con un atto di dignità che fa onore alla politica e al Consiglio regionale. Viene così cancellata un’aberrazione che tanto aveva fatto discutere e che ci aveva visti sempre contrari, tanto da sollecitare il Governo all’impugnativa».

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