SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il futuro del porto: dibattiti, prospettive e richieste di finanziamenti agli enti regionali e nazionali. Prosegue lo studio commissionato nel 2004 alla Nomisma per intravedere le linee di sviluppo per l’area portuale, oltre l’ittico.
La formula decisiva secondo Gaspari è questa: dare un indirizzo turistico-commerciale agli interventi di riqualificazione che saranno sempre più necessari, nel tempo futuro, per la zona nord del porto, anche in relazione alla questione Ballarin.

«Ma non solo – specifica il sindaco – occorre trovare un equilibrio anche con lo sviluppo che noi e la Regione intendiamo dare al settore della nautica. San Benedetto ha tanti bravi artigiani e nell’ambito del distretto regionale della nautica possiamo sempre più specializzarci nelle operazioni di manutenzione delle imbarcazioni da diporto. Vorrei ricordare che, nonostante la crisi economica, questo settore vede un incremento proprio nei segmenti più alti, quelli del lusso».

Sempre a questo proposito si torna a parlare dello scalo d’alaggio, destinato al varo delle imbarcazioni dopo le riparazioni. L’obiettivo del Comune è ampliarlo, per permettere il varo di imbarcazioni di dimensioni maggiori. Da sole le casse di viale De Gasperi non ce la fanno: si attende infatti l’esito dalla richiesta di finanziamento (1 milione e 300 mila euro) presentata tempo fa al Genio Civile Opere Marittime.

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