GROTTAMMARE – «Cogliamo questa occasione per riflettere sul significato vero del Presepe e del Natale, mi complimento con questa vostra preziosa iniziativa»: con queste parole il Vescovo di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto Gervasio Gestori ha inaugurato, il 26 dicembre, la 5° edizione del Presepe Vivente di Grottammare.

Sul palco, oltre al Vescovo, c’era Padre Aldo Alberoni – ex assistente spirituale dell’Associazione Presepe Vivente di Grottammare, ora trasferito a Jesi – al quale Fabrizio Rosati e Susanna Faviani dell’associazione Presepe Vivente hanno consegnato una targa ricordo, e anche il nuovo assistente spirituale, Padre Aldo Marinelli, ora responsabile dell’Oasi Santa Maria dei Monti. Assieme al sindaco Luigi Merli era presente il Comandante della locale stazione dei Carabinieri Maresciallo Luigi Cameli, l’assessore alla Cultura Enrico Piergallini, altre autorità civili e una buona parte del clero cittadino, come monsignor Giovanni Flammini, don Andrea Spinozzi, don Lorenzo Bruni, don Fabrizio Luzi, suor Carla Sirch.

«Mi stupisco ancora e non posso che complimentarmi per questa grande capacità organizzativa che ha il Presepe Vivente» ha sottolineato il sindaco Merli.

Particolarmente interessante la postazione dei pastori di quest’anno, molto coreografica, con casette-capanne, un piccolo recinto con pecore e un accampamento. In piazza come sempre – dopo l’omaggio a ciascun visitatore della moneta – medaglia in rame coniata da Paolo Rosati e del giornalino con tutte le curiosità del Presepe c’è stato l’assaggio del “vin brulè” aromatizzato e di una pizzetta “cacciannanze” fatta al momento, il tutto a titolo gratuito, come sempre.

Significativa l’introduzione di Simeone, nuova figura di profeta, sistemato presso il Tempio ebraico che quest’anno è stato la “scenetta” protagonista. I visitatori sono dovuti passare attraverso un velo, quello del tempio, per l’esattezza, a simboleggiare il passaggio dalla Bibbia, ossia dal Vecchio, al Nuovo Testamento, cioè il vangelo di Gesù. Tutto ciò in un certo qual modo, simboleggiava anche il passaggio dalla morte alla vita, ossia alla resurrezione.

Questo Presepe come sempre è stato reso più gradevole dalla filodiffusione curata come sempre da Radio azzurra di San Benedetto, nella persona del titolare Peppe Palanca, che ha curato una selezione molto significativa di brani, assieme a Susanna Faviani. “Holy Mother” (Santa Madre) la nota canzone di Eric Clapton è stata una di queste, nella versione cantata insieme al grande tenore recentemente scomparso Luciano Pavarotti.

Altre curiosità svelate all’inaugurazione sono relative ad alcuni “numeri”, ad esempio 1200 i bicchieri di vin brulè offerti ai visitatori e circa tremila le persone che hanno sfidato il tempo incerto per questa 5° edizione del Presepe Vivente di Grottammare. Per tutte e tre le date in programma (restano il 1° e il 6 gennaio), sono stati previsti circa cento chili di pane per le bruschette che vengono offerte. Altre curiosità sono relative agli animali: quest’anno ci sono stati molti asinelli e caprette, oltre a pecore e papere, galline e oche, tutti animali che esistevano in Medio Oriente al tempo di Cristo.

Infine si può dire che questo Presepe è stato anche un po’ multietnico, in quanto il primo dei bambini che ha interpretato Gesù è italo polacco e si chiama Fabio Malavolta. Ricordiamo – ad ogni buon conto – che sono sei i bimbi che si alternano, per motivi logistici, nelle 3 edizioni del Presepe Vivente.

Appuntamento, dunque, al 1° e 6 gennaio, sempre dalle 16 alle 19.

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