SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Formula nuova con il successo di sempre per Natale al Borgo, la manifestazione di teatro dialettale sambenedettese organizzata dal comitato di quartiere Paese Alto presso il centro storico della cittadina.

Grazie a una formula più classica (due palchi “tradizionali” in piazza Piacentini e in piazza Dante) con la ripetizione per tutto il pomeriggio del 26 e del 27 dicembre delle dodici scenette di vita ottocentesca e di inizio del ventesimo secolo, ai numerosi visitatori sono state risparmiate le lunghe file di attesa per entrare nel vecchio incasato.

Certo, forse la mancanza delle ormai consuete scenette dislocate di fronte alle caratteristiche abitazioni ha fatto perdere un po’ di fascino alla manifestazione, anche se va detto che la scenografia dei due palchi è stata curata molto bene, con gigantografie di foto d’epoca sulla vita marinara, le caratteristiche e coloratissime vele sambenedettesi delle lancètte e gli strumenti delle retare.

Gli spettatori, comodamente seduti sulle sedie messe a disposizione dall’organizzazione sotto ai palchi, nonostante il freddo pungente hanno assistito numerosi alle scenette, apprezzando gli ormai storici attori che fanno rivivere gesti, modi di dire e locuzioni tipiche di un tempo che non c’è più. Scenette comiche, affreschi sociali di una vita paesana e marinara, che fra battibecchi di donne pettegole, giovani fidanzati e coppie di anziani dediti alle attività quotidiane, mettono in scena quello che fu un periodo di cambiamento storico decisivo: il passaggio dal borgo di pescatori alla città nascente, nel periodo in cui dalla pesca a bordo di paranze e lancètte si passò alle imbarcazioni pescherecce a motore, la ferrovia adriatica cominciava a mettere San Benedetto sulle traiettorie delle persone e delle merci, i costumi cominciavano quella ininterrotta modernizzazione poi compiuta definitivamente e irreversibilmente negli anni del boom dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Medium comunicativo e contenitore ideologico e pratico di questi periodi, come noto, è lo storico e caratteristico dialetto sambenedettese, un patrimonio sempre più a rischio e sempre più meritevole di tutela “archeologica” ma anche pratica. Perciò, se volete e potete, parlate anche il dialetto, cittadini, quei dialetti che più avete nel sangue e meglio conoscete. La storia ve ne sarà grata.

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