AUGURI. Natale all’insegna dell’austerità? Pare di sì ma sarà, secondo me, sempre peggio se l’uomo continuerà a cercare di sopraffarsi. Alcuni giorni fa un uomo di sport, quindi non uno scienziato, con poche parole ha individuato il male maggiore dell’umanità con particolare riferimento al popolo italiano: «La furbizia, anticamera della disonestà, è per molti una virtù. In generale gli italiani non dicono mai quello che pensano ma quello che conviene dire», parole dell’ex commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, Arrigo Sacchi. In 24 parole ha sintetizzato un problema che affligge l’uomo moderno che pensa solo a se stesso e non al bene comune, prendendosela con gli altri, però, se fanno… la stessa cosa. E’ diventato l’uomo, incapace di guardarsi dentro e fare autocritica: da una parte chiede alla politica, per esempio, di trattare tutti alla stessa maniera, dall’altra vota chi gli promette privilegi e vantaggi personali: un posto di lavoro, una commessa vantaggiosa eccetera. Insomma contraddizioni che testimoniano un egoismo imperante che non può che ripercuotersi sull’economia, sul denaro che, altro errore, è ritenuto la fonte principale di felicità. Il male peggiore è però un altro: l’uomo è ormai convinto che questo stile (malvagio) di vita è ormai radicato per cui bisogna adeguarsi per non essere schiacciati. Così nessuno o quasi lotta più, rassegnandosi. Se iniziassimo invece a pensare che “cambiare si può” faremmo già un piccolo passo avanti verso un mondo migliore e diverso. E’ questo il mio augurio di Natale.
DEPRESSIONE ROSSOBLU. Insisto con le vicende della Sambenedettese Calcio perché, secondo me, sta per avvenire l’irreparabile. Parto dal sentimento di un edicolante: «Sono un tifoso accanito da trent’anni ma ora mi sta accadendo una cosa per me impensabile: le sconfitte mi fanno meno male, mi sto in pratica disamorando e questo significherebbe la fine di un’epoca bellissima della mia vita e di una grandissima passione». Un altro tifoso: «Mio padre non perdeva da una vita una gara della Samb, domenica è andato a vedersi la Juventus». Sentimenti purtroppo che non sono isolati ma che stanno diventando comuni fino a diventare un fiume in piena con il passare del tempo. Dopo di che, la città di San Benedetto del Tronto sarà diversa per aver perso un pezzo importante di se stessa. Si sta infatti distruggendo la nostra anima ed i colpevoli (chi lo è lo sa e come, perché io ci vedo poca casualità in quanto sta accadendo) dovranno renderne conto ai posteri, quando ai nostri pronipoti verrà raccontata una bellissima favola finita nel peggiore dei modi. Sto esagerando? Affido ai miei ottomila lettori un giudizio in tal senso. Se anche stessi esagerando non si può però negare che i tifosi rossoblu sono in stato di depressione, una malattia invisibile che porta all’autodistruzione: è quello che sta accadendo. Passando al pratico: non può una società così attenta ai fatti come quella rossoblu, restare inerme di fronte al disfacimento tecnico (quattro sconfitte consecutive, una vergogna mai patita dai nostri colori), del quale sono da sempre responsabili allenatori e direttori sportivi. Attivate invece sostituzioni mai viste prima: Diesse che diventa Direttore Generale, Vice allenatore che diventa team manager, sostituito da un altro vice allenatore che, magari, prenderà il posto dell’attuale allenatore che verrà promosso… Direttore Tecnico. Le cose stanno così. L’unica decisone presa per sovvertire una situazione tecnica disastrosa è stata quella di ridurre visibilità agli sportivi rossoblu, limitando i contatti con gli organi di informazione. Faccio notare che altri sport, vedi rugby, stanno facendo l’esatto contrario. A buon intenditor poche parole. Chiudo con una mia sensazione: quanto sta accadendo non è tutta farina del sacco Tormenti.

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