GROTTAMMARE – Bando alle ciance, chi stava dicendo che il Presepe Vivente non si sarebbe fatto, sbagliava di grosso. È infatti arrivato alla sua quinta edizione e sì, forse qualche problema c’è, ma come in ogni manifestazione del genere: «L’unico evento paragonabile al Presepe Vivente – dice l’assessore alla Cultura Enrico Piergallini – è solo la Sacra Giubilare, e noi sappiamo quanto sia dura organizzarla».

«Ogni anno – spiega il presidente del comitato Fabrizio Rosati – l’organizzazione diviene ardua, per trovare sempre novità per migliorare il Presepe Vivente, aggiungere delle primizie che non permettano la ripetitività. Anche quest’anno ci siamo, con 257 figuranti e 24 “grotte” allestite».

«Fra crisi e consumismo un momento di riflessione non può farci che bene – afferma il sindaco Merli – C’è una straordinaria capacità di aggregazione, difficile per una città che si è sviluppata in lunghezza».

«Il Paese alto – continua Piergallini – si fa teatro, i cittadini sono gli attori, segno che non vogliono stare a guardare,ma diventare parte attiva».

All’inaugurazione, come ci spiega Susanna Faviani, sarà presente Padre Aldo Alberoni, assistente spirituale, che passerà però le consegne, quest’anno, al nuovo padre guardiano dell’Oasi Santa Maria ai Monti, Padre Aldo Marinelli, che da quest’anno è il nuovo padre spirituale della manifestazione.

Ed ecco qualche anticipazione. Rimangono invariati i tre appuntamenti, il 26 dicembre e il 1° ed il 6 gennaio, come anche il percorso inverso adottato lo scorso anno. L’anno scorso i protagonisti furono i pescatori, quest’anno sarà il Tempio Ebraico ad essere rappresentato sulla magistrale moneta di rame.

Passando alle novità vere e proprie, è stata introdotta una nuova figura, quella di Simeone, l’anziano sacerdote che serviva nel Tempio di Gerusalemme ed espresse il desiderio di poter incontrare il Messia prima di morire. Particolarità di Simeone sarà quella di una figura attiva, declamerà infatti i suoi versi ai visitatori, al contrario degli altri figuranti. Novità anche nei mestieri, con l’inserimento dell’antico mestiere del sapone fatto in casa, utilizzando la soda e il grasso degli animali macellati, proprio come facevano le nostre bisnonne.

Innovazione anche per quanto riguarda la scenografia, a partire dal velo del Tempio, che quest’anno diventa un “velo interattivo”: un effettivo velo, infatti, costituirà un “passaggio” obbligato da parte di ciascun visitatore in una via. Ideato da Carlo Gentili, vuole significare il “Passaggio” dal Vecchio al Nuovo Testamento, dalla Bibbia al Vangelo, ma anche la morte e la vita e la resurrezione.

Sempre per quanto riguarda la scenografia, è stato inserito un ruscello reale con tanto di piccola cascata, per esprimere il simbolo della purificazione e della rinascita, da sempre connesso con l’acqua.

Non è una novità al 100%, ma a grande richiesta, torna ad essere effettivo il censimento: come accadeva nelle passate edizioni, infatti, i visitatori potranno firmare davvero il libro del censimento, pratica che non era stata adottata nelle ultime edizioni per praticità.
Ovviamente il Presepe cela ancora molte piccole sorprese, che verranno svelate soltanto con una visita al Paese Alto.

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