Riceviamo e pubblichiamo da don Gianni Croci, parroco della Santissima Annunziata, il testo da lui pronunciato ai funerali di Manuela Cappellacci, la giovane sambenedettese deceduta in un tragico incidente stradale lo scorso 17 dicembre:


In certi momenti si sente il bisogno di spaziare nella memoria e far risorgere momenti, situazioni, immagini che con la loro bellezza sono capaci di lenire il dolore, ed imprimere nella mente e nel cuore, ricordi che fanno vivere ancora quaggiù, chi la morte, come in questo caso, inaspettatamente e violentemente ha portato via.
E così, pensando a Manuela, sono tornato all’ultimo camposcuola. Un giorno, abbiamo celebrato l’Eucaristia all’aperto e, all’omelia, commentando il Vangelo, forse la parabola del banchetto, scherzosamente dicevo che presto un’animatrice, Manuela, si sarebbe sposata ed avrebbe invitato tutti e che nessuno poteva mancare. Ed ora eccoci qui. Non è questo il matrimonio che ci aspettavamo, però oggi ci siamo tutti, ma proprio tutti… e, forse, possiamo azzardare a parlare anche di nozze.
Siamo qui incapaci si accettare, al di là delle umane causalità, questa tragedia che al nostro pensiero è inaccettabile, che lascia profonde ferite nel nostro animo e che costruisce una dura prova anche per la nostra fede. Quanti interrogativi gravidi e pesanti come macigni?! Quanti “perché” martellano la mente ed appesantiscono il cuore?! Sentiamo nostra la domanda della Vergine Maria, che spesso risuona in questo tempo di Avvento, “come è possibile”?
L’incapacità di comprendere il senso di ciò che accade, che pur deve esserci, amplifica il dolore e lo rende quasi insopportabile. Vedete, anche i preti hanno un cuore e cercano di amare in modo particolare la gente loro affidata. Certamente uno spazio privilegiato nel cuore del preti è senz’altro quello riservato ai giovani. Cosa sarebbe la chiesa e il mondo senza di loro? Come si potrebbe pensare al futuro? Vi confesso però che è davvero difficile a volte non scoraggiarsi e vincere la tentazione di mollare, di rassegnarsi! Mettere tutta la passione di cui uno è capace, tutto l’entusiasmo possibile nell’accompagnare, nell’educare le nuove generazioni e poi vedere la maggior parte dei ragazzi andarsene, abbandonare il proprio cammino di fede, scomparire, fa male, fa davvero molto male! La forza per andare avanti la si trova in persone come Manuela, che con la propria disponibilità, con il proprio servizio, con la propria testimonianza dicono che vale la pena, anche per un giovane solo, annunciare il Vangelo, continuare a spendere energie per la gioventù. Quando poi la morte, in maniera improvvisa e violenta, ti strappa pure queste persone, umanamente si sprofonda in quel senso di abbandono, di insicurezza, di scoraggiamento che non è facile vincere. Ho anche pensato, come afferma talvolta la sapienza popolare, che forse anche Dio a volte, vedendo la storia dei suoi figli, ha bisogno di rincuorarsi lassù nel paradiso con chi porta con se il sorriso, la carità, la santità in una parola!
A volte anche la poca fede dei preti vacilla, ma nelle feritoie del dolore, fortunatamente si affaccia qualche sprazzo di luce che viene dalla fede. Rileggendo la lettera che Manuela ha scritto in occasione della Cresima al Vescovo, mi sono soffermato su una domanda che questa ragazzina si poneva : “Sto percorrendo la strada verso la vita eterna?”. Queste parole mi hanno scosso come quelle che mercoledì sera, quando ancora sconvolto dalla notizia dell’incidente, ho letto in una celebrazione. Erano tratte dal Vangelo di Giovanni e riportavano la frase di Gesù: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”.
Questa vita Manuela l’ha vissuto con intensità. Si, non ho timore di affermare che in Manuela ci è stata fatta vedere la santità, la santità possibile, non quella bigotta che qualcuno cerca di ripresentare, ma quella vera, quotidiana, che consiste nel ‘semplicemente vivere’, nell’abitare la vita con amore. Perché questa è la storia di Manuela, leggibile dietro la sua discrezione, il suo porsi con quel fare delicato e sorridente, il suo darsi da fare in maniera generosa per gli altri. Ed io lo so quale era il segreto, il fascino di questa sua vita: la preghiera, la frequentazione del Vangelo, l’Eucaristia vissuta fedelmente, il servizio disinteressato. Quante volte tornava dall’università e si presentava il sabato pomeriggio per confessarsi confidando tutta la fatica del ritmare la vita con la preghiera nel momento in cui si sta lontani dalla propria comunità, ma anche tutta la voglia di prendere sul serio la proposta di Gesù Cristo. In questo tempo di Avvento ci vedevamo quasi ogni sera, perché era una delle poche perone, che aveva raccolto l’invito alla recita del Vespro per preparasi al Natale. E poi penso al camposcuola, all’impegno nell’educazione dei più piccoli alla fede come catechista della II media, che ci ha fatto incontrare fino a martedì sera. E poi il lavoro, il desiderio di costituire una famiglia..ecco la santità!
A voi carissimi giovani dico: noi adulti forse vi sappiamo solo giudicare, riempire di quel vuoto che cercate in qualche modo di riempire, spesso in modo sbagliato, sappiamo proporvi quasi esclusivamente esempi negativi tutti i giorni su giornali e tv. Fate un grande respiro, e tirate fuori tutta la forze, le energie, la fantasia di cui siete capaci e invertite la rotta, da soli, noi non ne siamo più capaci! Oggi fate uno spazio nella nostra memoria e lasciate entrare e dimorare per sempre i ricordi belli vissuti da e con Manuela. Vi aiuterà scommettere sulle cose grandi, belle, vere, buone, perché io lo so, a questo aspirate davvero! La testimonianza come quella di Manuela sta a dirvi che è possibile, nella semplicità, dare corpo ai sogni più belli! E’ possibile e bello essere santi oggi, sì santi!
Carissima Manuela… quanto ci mancherai! Però è pure vero che secondo la tradizione della Chiesa, mentre per Gesù il “dies natalis” è la sua venuta sulla terra, per noi cristiani, il “dies natalis”, è il giorno della nascita al cielo. Quanto è difficile accettarlo in questo momento….ma quanto ci consola questo pensiero, questa realtà che ormai ti appartiene!
E Gesù ci ha detto anche che, Dio Padre è colui che prepara un banchetto di nozze per i suoi figli. E allora, come per la Vergine Maria, anche a te sono state riservate delle nozze, ma diverse, inaspettate, incomprensibili, eppur di nozze si tratta perché sanno di incontro con uno sposo, il Signore.
Manuela sono bisbigli questi di fronte ad un mistero così grande che sembra, nonostante quel po’ di fede che abbiamo, quasi schiacciarci. Ascolta, un’ultima parola, che forse non ti ho mai detto: Grazie! Grazie Manuela perché la tua vita non è passata invano sulle strade di questa storia che siamo chiamati a percorrere, e in questo momento lo sento, tu ci aiuterai, tu sarai capace con la discrezione e la delicatezza che ti caratterizza di far passare questo freddo inverno che avvolge soprattutto i giovani…tu ci aiuterai a conoscere la primavera, a costruire la pace che il Natale di Gesù torna ad annunciare.
Buon Natale Manuela… Sali oltre le nuvole perché tu possa nascere al cielo dove vedrai, Gesù stesso ti servirà, la Vergine Maria farà rimarginare le tue ferite, quelle ferite che non hanno tolto dal tuo volto lo stupendo sorriso che sempre portavi con te, e con don Angelo, Michele e tutta la gente della nostra comunità ti farà festa. Buon Natale Manuela!

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