SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa manca all’Italia? E’ una domanda che ci poniamo in molti e spesso. La risposta più naturale porterebbe ad un elenco molto lungo. Le soluzioni indicate dal giornalista de L’Espresso, Luigi Gonzales potrebbero però, come d’incanto, eliminare tutte le altre. Ed in modo, oserei dire, semplice e senza ricorrere a soluzioni fantascientifiche. Gonzales sintetizza così: internet, primarie, condanne vere a chi sbaglia riporterebbero la nostra nazione sulla strada buona e giusta. Perché porterebbero, secondo l’articolista, a far emergere politici nuovi. Forse avrebbe fatto bene a sostituire nuovi con migliori ma il senso è ugualmente comprensibile. Una bocciatura degli attuali politici, tutti o quasi. Non solo di quelli che governano.
Perché internet? Spiega Gonzales definendolo “il terzo ingrediente”: «La diffusione di internet ha permesso a Obama di raccogliere più fondi di qualsiasi altro politico consumato. Come nel campo economico l’accesso al pubblico risparmio permette alle nuove imprese di crescere, così in campo politico l’accesso al finanziamento del pubblico… invece che al finanziamento pubblico (Una fine differenza sulla quale vale la pena di riflettere. ndd) permette ai candidati nuovi ed onesti di vincere».
Senza voler essere presuntuosi è quello che si propone questa umile testata di provincia. A partire dalle prossime consultazioni elettorale. Con la grande trasparenza che solo il web può dare, primarie serie e una giustizia vera e severa saranno una logica conseguenza. Deve diventare normale che nulla va deciso in “stanze segrete”, e/o peggio ancora, secondo i “suggerimenti” di potenti lobby. Con internet si può. E non solo per raccogliere fondi come dice Gonzales su L’Espresso ma per integrare l’informazione tradizionale (comunque di parte) con un’informazione a 360 gradi sul web al quale può accedere chiunque ed in qualsiasi momento. Meglio ancora con il contributo dei cittadini stessi i quali, come facciamo noi, non si limitano a leggere, criticare o approvare ma anche di fornire suggerimenti ed idee. Un esempio che va, a scanso di equivoci, interpretato esclusivamente come tale: il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari ha fatto nell’ultimo anno almeno un paio di errori, secondo me, che avrebbe potuto evitare proprio grazie a internet. Il primo riguarda la fiducia concessa a chi voleva rilevare un’azienda importante come la Foodinvest senza averne i giusti e necessari requisiti: se avesse seguito i commenti ed i consigli di alcuni nostri lettori, e anche nostri, avrebbe evitato il passo falso. Senza internet (del quale, al contrario, noi come giornale abbiamo abbondantemente usufruito) avrebbe potuto accampare qualche scusa, ora no. Uomo avvisato mezzo salvato, si dice.
L’altro caso riguarda il modo con cui si espose nella vicenda “Bimbe contese” come se colui che gli suggerì di ergersi a salvatore, avesse prove certe ed inconfutabili dell’accaduto. Come stiamo vedendo la verità non è ancora venuta a galla con due Procure (una belga ed una italiana) che hanno preso decisioni controverse. Un po’ di precauzione evitando plateali esultanze, come suggerivano certe dichiarazioni diffuse su internet, non sarebbe stata inopportuna.
Ci sarebbe anche la “questione Ballarin” ma lì non mi sento di dargli specifiche colpe perché l’inghippo che ha bloccato tutto non era stato previsto praticamente da nessuno.
La mia conclusione è questa: la comunicazione e conoscenza globale che il mondo di internet permette va sfruttata per evitare errrori ma anche, e forse di più, perché le possibilità di farla franca si sono notevolemente ristrette. Anche qui ci sta bene un altro proverbio “l’occasione fa l’uomo ladro”. Occasioni che grazie ad internet si sono drasticamente ridotte. Almeno per chi non vuol farsi del male da solo.

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