SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è una novità, ma l’aria tra il tecnico Enrico Piccioni e alcuni giocatori rossoblu non è più idilliaca come era nella stagione scorsa, anche dopo l’esonero dello stesso Piccioni (che assisteva alle partite dai distinti e spesso, a fine gara, aspettava i ragazzi nell’antistadio).

E dire – si potrebbe pensare – che proprio questo gruppo di giocatori è stato determinante, nella scorsa primavera, ad orientare le scelte della dirigenza verso Piccioni piuttosto che nella conferma del diesse Enzo Nucifora, all’epoca inviso dalla squadra per via della rivalità che lo aveva diviso proprio dall’allenatore rossoblu.

Dichiarazioni ufficiali non ce ne sono, ma i cattivi risultati hanno contribuito a mettere sotto pessima luce un rapporto che è fondamentale per una formazione calcistica. Diversi giocatori sono insoddisfatti delle scelte tecniche e soprattutto della “carta bianca” lasciata al tecnico dalla società, che non è mai intervenuta anche per gestire le situazioni più imbarazzanti (le convocazioni dei giovani Piccioni jr. ed Evangelisti jr., ad esempio, a danno di compagni quanto meno più esperti, finiti in tribuna).

L’unico che è parzialmente uscito allo scoperto, fino ad ora, è stato Ottavio Palladini, che, dopo la sconfitta interna contro la Pro Patria, a precisa domanda, ha risposto che Nessuno mi ha chiesto cosa penso, ma se mi fosse chiesto, non esiterei a dirlo. Chissà se qualcuno, incuriosito da questa velata ammissione di qualcosa che non andrebbe per il verso giusto, dichiarata dal calciatore più esperto e più stimato del gruppo, ha avuto la curiosità di parlare a quattr’occhi con Ottavio. Temiamo di no.

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