SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Distretto Agroindustriale va alla ricerca del rilancio tramite il comitato di coordinamento presieduto da Francesco Vagnoni e l’aiuto della Regione Marche.
Sono quattro le prime risposte delle aziende del sambenedettese al bando della Regione per l’assegnazione di finanziamenti a fondo perduto per l’innovazione e la ricerca tecnologica.
I progetti (un milione e 500 mila euro di investimento totale) riguardano 13 aziende e cooperative agricole locali, con sei partner tecnologici. Per combattere la frammentazione, il bando si rivolge ad aggregati di almeno tre imprese.

Il primo progetto riguarda la crioestrazione per la produzione di vini di qualità, una tecnica per migliorare le caratteristiche dei vini e la loro longevità (investimento previsto di 450 mila euro).
Sempre nel campo enologico, il secondo progetto riguarda “paesaggi locali e mercato globale”: in sostanza un progetto di marketing per penetrare nei mercati dell’est Europa differenziando il valore comunicativo della produzione picena (400 mila euro l’investimento previsto).
Il terzo e il quarto progetto riguardano le produzioni agroalimentari e la logistica, per ottenere migliori prestazioni energetiche e un miglior sistema distributivo.
La Regione, quest’anno, finanzierà un totale di 450 mila euro per i progetti che riterrà più meritevoli. Contributi a fondo perduto che mirano a risollevare il Piceno puntando sull’aggregazione delle piccole e medie imprese per raggiungere una massa critica di commercializzazione che possa competere anche in assenza di quei volumi produttivi tipici dei giganti mondiali.
A illustrare questa prima fase del bando regionale, oltre al presidente del Distretto Fabrizio Vagnoni, venerdì mattina era presente a San Benedetto il dirigente del settore Attività Produttive della Regione, Fabrizio Costa. «Ci stiamo rendendo conto che l’agroalimentare di qualità è uno dei pochi settori che ancora tira, nonostante la crisi. La Regione con i suoi fondi e con quelli del Ministero dello Sviluppo Economico vuole spingere il settore anche con il fondo di garanzia per gli accessi al credito e per le ricapitalizzazioni».

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