SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una giornata per onorare e ricordare : «Tutti i caduti in mare e per incidenti di mare della città e di altre provenienze che, in quei tragici momenti, si trovarono a dividerne l’infausto destino».

Questo l’intento della prima edizione di “Approdo Negato- Commemorazione di tutte le vittime del Mare” annunciato dal sindaco Giovanni Gaspari che si terrà martedì 23 dicembre 2008. Tra le tante date infauste che hanno visto l’affondamento di barche e motopescherecci sambenedettesi con la relativa perdita di vite umane si è scelta quella dell’affondamento del Rodi avvenuto proprio il 23 dicembre del 1970 causando la perdita di dieci vite umane che vide la mobilitazione dell’intera città con atti di solidarietà senza eguali.

Per questa prima edizione della “commemorazione unitaria” è stato mantenuto il titolo “L’approdo negato” proposto lo scorso anno dal Circolo dei sambenedettesi per una più specifica commemorazione: le venti vittime del 1957, decedute a causa dell’affondamento dei pescherecci “Malfizia” e “Madonna San Giovanni”.

Il programma prevede, alle ore 11, la deposizione da parte del sindaco Giovanni Gaspari di una corona presso le lapidi che si trovano al molo nord, e la benedizione del parroco della parrocchia Madonna della Marina, don Armando Moriconi:« Non c’è una famiglia in città che non abbia perduto un parente in mare ma questo deve essere un motivo di speranza più che di sofferenza, seppur giustificata».

Alle 17,30 sarà celebrata dal vescovo Gervasio Gestori, la messa commemorativa presso la stessa cattedrale. Alle 21, infine, il professor Renato Novelli inizierà la serata all’Auditorium con un dibattito legato alle tragedie del mare patite dalla comunità locale. Seguiranno alcune poesie dialettali sugli stessi temi, lette da attrici della compagnia “Ribalta picena”.

Collaborerà il Circolo dei Sambenedettesi che sta ampliando ed aggiornando il “Libro dei Caduti” conservato presso la chiesa Madonna della Marina e  per il quale la professoressa Benedetta Trevisani ricorda: «Quelle morti non furono solo fonti di dolore ma anche di gravi sacrifici economici come quelli che mia nonna dovette affrontare ritrovandosi vedova con cinque figli da allevare».

Infine il concerto dei Marecanto che da due anni sono in giro con dvd e cd contenenti foto e ricordi storici e come rileva Paolo Massetti, componente del gruppo :«Due anni fa scegliemmo proprio questa data per onorare le vittime del Rita Evelin, l’ultima tragedia della nostra marineria».

Infine lo storico Giuseppe Cavezzi ricorda l’unica volta nella quale le vittime furono celebrate in un’unica commemorazione funebre come quella in occasione del tragico scoppio a bordo del “Grecale” che causò la morte di circa otto persone avvenuta quando lui era un ragazzo : «Ricordo le bare portate a spalla ancora grondanti di sangue e gli urli e i pianti delle donne affacciate alle finestre lungo il percorso»

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 879 volte, 1 oggi)