MONTEPRANDONE – Il dato è tratto: sicuramente è eccessivo scomodare Giulio Cesare, ma per Orlando Ruggieri il passo è importante: da domani l’ex onorevole e primo cittadino di Monteprandone inizierà a raccogliere le firme per candidarsi alle primarie che si svolgeranno domenica 1° febbraio per designare il candidato sindaco del Partito Democratico alle elezioni amministrative del 2009.
Ruggieri, in questa sfida, dovrà sicuramente vedersela con il sindaco attuale, Bruno Menzietti, eletto per la prima volta nel 2004, e al momento a capo di una coalizione di centrosinistra. E già sul fronte delle alleanze politiche si registrano delle differenze, perché naturalmente l’attuale primo cittadino propone di nuovo una investitura per la maggioranza che l’ha sostenuto, mentre Ruggieri, se vincesse le elezioni, ha già annunciato che eviterà accordi partitici e aprirà alla società civile, con una vera e propria lista del sindaco.
Annunciando la sua candidatura, Ruggieri vuole intervenire proprio sul tema caldo della “questione morale”: «Le responsabilità politiche di quello che sta avvenendo, ad esempio in Abruzzo, hanno un nome e un cognome preciso, e sono quelle di Franco Marini, che prima ha scelto Del Turco, poi ha permesso che D’Alfonso, sindaco di Pescara, fosse anche coordinatore regionale, in una confusione di ruoli inammissibile».
«Non entro ovviamente all’interno delle vicende giudiziarie – spiega Ruggieri – ma devo dire che il territorio è totalmente abbandonato da questo tipo di personaggi: basti pensare che dei dieci parlamentari eletti dalla Regione Marche con il Pd, ben 5 non sono marchigiani, perché proiettati qui da Roma. Io voglio rivendicare il diritto di poter dire quello che penso».
Prima di entrare nel dettaglio del suo programma («Non farò polemiche personali, ma occorre rivendicare il nuovo ruolo di Monteprandone nella rinnovata provincia, e vorrei che alcune lottizzazioni venissero meglio gestite»), Ruggieri ribadisce il momento difficile del Pd: «Purtroppo mancano i criteri di selezione dei giovani all’interno del partito, per cui accade che spesso ci sia chi preferisca, invece che studiare e poi lavorare, la carriera politica, perché più remunerativa e facile. Io, invece, sono orgoglioso di alzarmi e ogni mattina venire nel mio studio di avvocato e lavorare. Per questo devo anche dire che in alcune scelte Berlusconi non sbaglia: alcuni ministri, come ad esempio Gianni Letta o Giulio Tremonti, sono personalità tutt’altro che insipide».

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