dal settimanale Riviera Oggi numero 755
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riprende il dibattito fra Comune e associazioni di categoria in vista del nuovo Piano di Spiaggia. Anche se la lunghezza dei tempi burocratici non permette l’applicabilità delle eventuali nuove norme architettoniche nel 2009, il tema è caldo perché parla al cuore dell’economia cittadina: il turismo balneare.
Abbiamo ascoltato il parere del segretario regionale di Confesercenti, l’ex sindaco Paolo Perazzoli.

Perazzoli, si parla tanto di chalet. Ma il prosieguo del nuovo lungomare di Porto d’Ascoli sembra dimenticato. Che ne pensate?
«Da anni chiediamo al Comune di pensare concretamente al lungomare nord e al come finanziare un’eventuale riqualificazione. È una priorità, probabilmente la priorità per la città, dato che ne è la principale attrattiva. Proponiamo che gli introiti dei parcheggi a pagamento vengano concepiti come risorsa esclusiva per il nuovo lungomare. Con gli incassi di ogni stagione si può pagare la rata di un mutuo con cui trovare i fondi necessari».
Spiaggia: non staremo a parlare di metrature e volumetrie, tanto noiose per i cittadini comuni. Ma la vostra associazione, come vede gli chalet del futuro?
«L’idea di Confesercenti è quella di avere stabilimenti belli, accoglienti, con servizi adeguati. Le regole vanno rispettate ma occorre studiarle bene, in modo che permettano agli imprenditori di investire. Qui si deve parlare di qualità e sicurezza. Con queste armi, e non con l’abbassamento dei prezzi, si batte la concorrenza di altre nazioni, o di coloro che non pagano le tasse e fanno lavorare la gente in nero».
Su questo le vostre idee non si discostano da quelle dell’amministrazione. In sostanza, si possono ingrandire i volumi degli chalet solo se ciò serve ad avere spazi bar a norma e cucine non più nelle cabine. Eppure qualche spazio in più lo chiedete…
«Prendiamo l’attività ristorativa. Negli chalet è ormai consolidata. E allora serve che possano lavorare anche quando il tempo è brutto, piove o c’è vento, realizzando dei porticati chiusi. Noi chiediamo che nella zona più verso il mare, prima dell’inizio degli ombrelloni, si possa investire su attività ricreative e sportive. Occorre favorire anche chi ha la vocazione imprenditoriale di installare strutture in cui fare attività di benessere come talassoterapia ed elioterapia. Anche in ottica invernale, montando le strutture a ottobre e smontandole a marzo. In questi anni la categoria dei concessionari balneari ha investito molto a San Benedetto, tanto da essere presa a esempio. E allora incentiviamola».
Finalmente voi e il Comune parlate della visuale che della spiaggia si ha dal lungomare, in troppi punti letteralmente ostruita…
«Proponiamo norme che permettano in futuro, a chi vorrà, di fare chalet meno larghi e più profondi. Restringendo la parte fronte mare e permettendo di andare poco più in profondità con la struttura coperta, diciamo di 4 metri. Come? Se si sarà meno restrittivi sui distacchi minimi fra gli chalet, chi decide di ristrutturare potrà guadagnare metri liberi da un lato, migliorando di molto la vista del mare».
Dalla Rotonda di Porto d’Ascoli fino all’ultimo chalet si è parlato di ipotesi avveniristiche. Tunnel sotto la spiaggia con posti auto, piste ciclabili in spiaggia. Che ne pensate?
«Pensiamo che non siano ipotesi praticabili. A parte i problemi di natura giuridica e tecnica, un tunnel sotterraneo sarebbe costosissimo. Chi paga? A Riccione, dove una cosa del genere è stata fatta anche se sotto al lungomare, i box auto sono stati venduti a prezzi altissimi e acquistati da hotel a 4 stelle, aperti tutto l’anno. Qui da noi non ci sono questi presupposti».
Quindi?
«Occupiamoci della viabilità in quella zona. Pensiamo a una pista ciclabile in via San Giacomo, intanto. Il nuovo Piano Spiaggia non sarà applicato prima del 2010, quindi il tempo per discutere non manca».

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