ASCOLI PICENO – Davanti al Gup del Tribunale di Ascoli è iniziato il processo con rito abbreviato per l’uccisione di Petrit Keci, l’albanese il cui corpo fu ritrovato bruciato in una stalla all’interno di un casolare lo scorso gennaio in una strada di campagna in frazione Fontepezzana nei pressi di Acquaviva.

Il Pm ha richiesto il massimo della pena, ovvero due ergastoli per, rispettivamente: Ervis Cela 24 anni e Hiseni Fatos di 26 mentre per Ardin Cela, fratello di Ervis, la richiesta è di 20 anni. L’accusa sembra essere quella di “omicidio volontario”.

Le ragioni risiederebbero nel fatto che la vittima fu fatto fuori perché voleva diventare l’unico gestore del giro di prostituzione in zona Bonifica. A fare la macabra scoperta furono due anziani che in quella mattina, intorno alle 9,45, si trovavano a passare da quelle parti.

Il fatto a suo tempo destò molto scalpore sia per la efferatezza del crimine che per il mistero intorno alla vicenda fino alla scoperta dei colpevoli sui quali le forze dell’Ordine avevano in ogni caso posto immediatamente l’attenzione.

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