GROTTAMMARE – “Caso” Fabbioni? L’ex presidente del Consiglio Comunale di Grottammare (fino alle scorse elezioni di aprile) è stato assunto su indicazione del sindaco Luigi Merli per entrare a far parte dello “staff” del sindaco. Raffaele Rossi del Pdl ha attaccato questa scelta. A lui risponde Lorenzo Rossi, segretario di Rifondazione Comunista di Grottammare. Pubblichiamo integralmente l’intervento.

La nomina di Stefano Fabbioni a membro dello staff del sindaco di Grottammare Luigi Merli risponde a una scelta del sindaco stesso, in totale autonomia. Di questa decisione Rifondazione Comunista non si è mai occupata, essendo una materia che semplicemente non la riguarda.

Inaccettabile è la brutale campagna denigratoria nei confronti della dignità di una persona conosciuta per la sua limpidezza morale come Fabbioni. Questa cattiveria è dettata dall’assenza di un qualsiasi progetto politico concreto.

È inoltre di una gravità enorme che un consigliere comunale come Raffaele Rossi possa ipotizzare un legame tra la nomina di Fabbioni e l’assegnazione di una concessione urbanistica a un soggetto privato, della quale – tra l’altro – “Solidarietà e Partecipazione” non ha mai discusso.

È poi assurda da un punto di vista logico la calunnia secondo la quale Rifondazione svenderebbe i suoi principi di difesa della questione morale – riconosciuti anche da Raffaele Rossi – per far ottenere a Fabbioni lo stesso stipendio che percepiva nel suo precedente impiego pubblico. Quale sarebbe il vantaggio?

Sono illazioni spericolate, tipiche di chi confonde la politica con il chiacchiericcio da bar.

Il consigliere della destra non si erga quindi a censore morale e non dia consigli a Rifondazione Comunista su materie, come ad esempio l’urbanistica, rispetto alle quali siamo noti per la nostra intransigenza.

Ma evidentemente Raffaele Rossi e la destra grottammarese applicano ai loro avversari i propri schemi mentali, fatti di scambi, favori e ricatti. Forse Raffaele Rossi e i suoi colleghi non riescono a pensare diversamente e vedono ovunque i tratti caratterizzanti del proprio Partito della Libertà. Cioè quelli del partito che ha portato in Parlamento il maggior numero di indagati e di condannati in via definitiva nella storia italiana.

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