ASCOLI PICENO – Presentato giovedì 11 dicembre presso il Caffè Meletti di Ascoli Piceno l’ultimo lavoro teatrale di Stefano Artissunch, un’esilarante commedia sentimentale, “Pene d’Amor Perdute” di Shakespeare, che vede come protagonista  l’attrice Marina Suma.

Lo spettacolo, realizzato in coproduzione con il Comune di Ascoli Piceno e in collaborazione con il Comune di Monsampolo del Tronto, debutterà in anteprima nazionale al Teatro Ventidio Basso il 19 dicembre, cui seguiranno repliche il 20 e 21 dicembre.  Le altre date dello spettacolo sono fissate tra il 28 gennaio e il 1 febbraio 2009 a Offida, Porto San Giorgio, Mogliano, Morrovalle e Monsampolo del Tronto.

Alla conferenza stampa, presenziata dall’attrice napoletana, dal regista Artissunch, da Gilberto Santini, direttore artistico dell’Amat, e dal vicesindaco Andrea Maria Antonini, quest’ultimo è intervenuto entusiasta per il valore artistico delle produzioni della compagnia Synergie Teatrali, una realtà che si sta affermando sul panorama nazionale, e non solo regionale.
Parole di elogio anche da Gilberto Santini che ha espresso il suo apprezzamento per gli attori del cast «che sono ormai diventati sinonimo di eccellenza, ma anche la testardaggine/coraggio del regista Stefano Artissunch e della compagnia stessa che amano riproporre i grandi classici in vesti nuove. La scelta di “Pene d’Amor Perdute”, permette al pubblico di vivere un grande autore immortale come Sheakespeare sotto una luce inedita, non abusata, è come salire sulle spalle di un gigante attraverso un punto di osservazione inconsueto».
Lo spettacolo è inserito nel progetto didattico annuale, Scuola di Platea, che l’Amat promuove con lo scopo di avvicinare i giovani al teatro e alla cultura teatrale. Realizzato in collaborazione con il corso di Storia del Teatro della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, il progetto si articola in tre momenti, divisi in tre distinte giornate di incontro: seminario tenuto da allievi ed ex allievi del Corso urbinate, visione dello spettacolo e incontro con la Compagnia.
«Credo che dinamismo – ha aggiunto il regista – sia la parola chiave, non solo perché i personaggi della commedia hanno diverse sfaccettature, per cui nel primo tempo appaiono in una determinata prospettiva che poi viene ribaltata nel secondo tempo, ma anche perché abbiamo fatto un gran lavoro attoriale e registico, snaturando le nostre linee interpretative di base. Ad esempio io stesso comparirò nei panni di una damigella di corte, dunque in un ruolo femminile, ben diverso da personaggi quali Cecco d’Ascoli o Don Chisciotte. Siamo impazienti di conoscere la risposta del pubblico».

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