MARTINSICURO – Si chiude venerdì 12 dicembre la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale abruzzese, che a Martinsicuro nelle ultime settimane è stata caratterizzata da toni piuttosto accesi, al limite della tolleranza reciproca e del buon gusto. Manifesti elettorali collocati abusivamente al di fuori degli spazi assegnati, locandine con i volti dei candidati dei partiti politici avversari strappate o coperte di notte con fogli bianchi, prontamente rimosse e sistemate al mattino dagli attacchini o dai rispettivi sostenitori, volantini anonimi con pesanti accuse indirizzate a Città Attiva per aver scelto di appoggiare il candidato consigliere regionale del Pdl Paolo Gatti, fino all’ultima esibizione di sciatteria mediatica attraverso la copertura di alcuni manifesti di un candidato consigliere con la foto di un fondoschiena.

Quattro sono i candidati truentini in corsa alle regionali: Marcello Monti per l’Udc, Monica Bovolenta per il Pd, Mario Viola per i Verdi, Gottardo Ciapanna per La Destra, ma in città diversi gruppi politici appoggeranno candidati diversi del Pdl della Val Vibrata e di Teramo: An sosterrà Giandonato Morra, Forza Italia si è schierata al fianco di Emiliano Di Matteo, sindaco del Comune di Ancarano e presidente dell’Unione dei comuni, nonché nipote del sindaco Di Salvatore, mentre Città Attiva darà il suo appoggio a Paolo Gatti, ex assessore della giunta Chiodi a Teramo.

E proprio il gruppo civico è stato bersaglio di un volantino anonimo apparso in città nei giorni scorsi  per la sua scelta di esprimere apertamente una preferenza politica alle elezioni. Decisione non condivisa da qualche intraprendente cittadino che si è preso la briga di contestare attraverso una serie di accuse ed insulti indirizzati a Paolo Camaioni, ai cittattivisti e allo stesso Gatti, a cui il capogruppo di opposizione e il candidato consigliere hanno deciso di rispondere attraverso una querela presentata ai Carabinieri di Martinsicuro.

La guerra dei manifesti intanto nei giorni scorsi è proseguita per le vie del paese sia coprendo quelli degli avversari all’interno degli spazi autorizzati, sia mettendone numerosi anche su muri di palazzi e di vecchie case abbandonate, agli incroci dei semafori. Numerosi gli interventi dei Vigili nel riscontrare le irregolarità nelle affissioni di manifesti e locandine.

E se a Teramo il cattivo gusto si è visto con manifesti elettorali apposti indebitamente sopra quelli dei necrologi, prevaricando anche l’ultimo dovuto rispetto per i defunti, a Martinsicuro l’estro della contestazione è sfociato nella foto di un fondoschiena che in molti manifesti copre il volto di un candidato di Alba Adriatica per il Pd.

Più che una moderna (e in teoria democratica) campagna elettorale sembra più che in città sia in atto una lotta tra fazioni, tra Guelfi e Ghibellini, tra Bianchi e Neri, tra Nordisti e Sudisti che si pensava aver lasciato ormai alle cronache della Storia.

Il 14 e il 15 dicembre 12.130 elettori di Martinsicuro esprimeranno nelle urne le proprie preferenze per partiti e candidati, e  per molti politici la vittoria o la sconfitta elettorale pare rappresenti più che altro un’occasione per saggiare la propria influenza e presenza sul territorio, piuttosto che l’occasione per intraprendere con maggiore responsabilità la strada del buon governo.

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