SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 13 dicembre dalle 9:30 presso la sede dell’Associazione Pescatori sambenedettesi si tiene il convegno “Il mare e le sue storie. I tesori sommersi e le esperienze vissute”, a cura del primo Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera e dell’associazione di Protezione Civile Chimaera Association.
Saranno presenti lo storico Gabriele Cavezzi e il capitano di lungo corso Mario Ricci.

Abbiamo raccolto questo commento dal capitano del Nucleo Roberto Pagnanini. «Quando nelle reti di un peschereccio finisce un reperto come un’anfora, il capitano è tenuto a segnalare a terra le coordinate della zona marina, perché è altamente probabile che nei dintorni ci siano altri reperti. Magari facenti parte di un carico andato perduto in un naufragio. L’Adriatico, come noto, è pieno di questo genere di reperti. Ma la cosa affascinante è che, per via dei fondali fangosi, i reperti affondano nella fanchiglia e vengono protetti in un contesto ambientale che ne favorisce la conservazione, anche se d’altra parte ciò ne ostacola i ritrovamenti».

L’affascinante convegno sui tesori archeologici dell’Adriatico fa parte di una rassegna organizzata dall’assessorato alla Cultura diretto da Margherita Sorge, chiamata “Musei in festa”.
Museo Ittico e Museo delle Anfore apriranno le loro porte a iniziative per i più giovani (tombole natalizie per le scuole elementari) anche sabato 20 dicembre, mentre il 13 dicembre, dopo il convegno, nella sede del museo delle Anfore si inaugurerà il presepe subacqueo (ore 12 circa). Alle 12 e 30 si inaugureranno i nuovi acquari permanenti (con sole razze ittiche adriatiche) e poi seguirà una degustazione di prodotti del territorio sulla nave peschereccia della Provincia di Ascoli, la “Genevieve”, a cura della cooperativa Bdpt.
Coinvolti in queste iniziative per vitalizzare sempre più quello che a breve diventerà il polo museale del mare e della civiltà marinara sono anche associazioni come l’Archeoclub e il Lions Club Truentum, il cui presidente Leo Bollettini vuole lanciare il messaggio della “educazione civica marina”. «Bello è questo connubio fra il passato remoto, con l’archeologia marina, e l’attualità, con l’apprendimento del mondo ittico tramite gli acquari. Il mondo della pesca e la conoscenza del mare sono ambiti difficili, ma capirli è importante per i figli di una città che ha le proprie radici nel mare».

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