SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non hanno avuto rispetto né per l’età e tanto meno per il fatto di avere a che fare con due donne i tre malviventi che nella giornata di giovedì, 4 dicembre, mascherati con cappellini e fazzoletti, verso le ore 20,45 si sono introdotti, passando da una porta a vetro, nell’abitazione di C.E. e C.R., zia e nipote, entrambe di origine sambenedettese, di rispettivamente 91 e 62 anni, ubicata al numero 11 di via Mazzini. Si sono presentati alle due donne terrorizzate armati fino ai denti con tanto di coltello e pistola. Dopo averle immobilizzate imbavagliandole e legando loro i polsi i tre ladri si sono appropriati di monili preziosi per un valore complessivo di circa diecimila euro e due banconote da 50.

Fortunatamente la loro azione criminale è stata fermata dall’arrivo di un infermiere che, intorno alle 21,05, doveva praticare una medicazione alla più anziana. L’uomo ha suonato con insistenza il campanello evitando che i tre potessero ricorrere ad ulteriori azioni criminose nei confronti delle due anziane con l’intento di farsi consegnare altri oggetti di valore.

La notizia ha suscitato sgomento a San Benedetto dove atti del genere, per fortuna, fino a qualche tempo fa potevano dirsi praticamente sconosciuti. Dalle prime testimonianze raccolte i tre soggetti vengono descritti di età piuttosto giovane, sui trent’anni, di corporatura esile mentre due di loro si esprimevano con un forte accento straniero.

Dal Commissariato di Polizia, incaricato delle indagini, trapela ben poco anche se è scatta una vera e propria caccia all’uomo per una rapida risoluzione del caso che possa lanciare due importanti segnali: che il nostro territorio è monitorato a dovere e che sarà represso sul nascere il possibile ripetersi di atti del genere.

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