SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Arrestate due persone sospettate della morte di Luca Ranalli, il 42 enne di Teramo i cui cadavere fu ritrovato, privo di vita, la sera del 21 ottobre, dentro una Peugeot andata a fuoco nel parcheggio dell’ospedale di San Benedetto. Il corpo di Ranalli, come si ricorderà, era avvolto in una coperta e presentava una ferita alla testa.
Gli arrestati sono Mimmo Di Lorenzo, 40 anni, e Paolo Gasparrini, di 36, entrambi di Acquaviva Picena. Di Lorenzo, tossicodipendente e pregiudicato, tra l’altro, ha confessato non appena fermato. A risalire ai due è stata la squadra mobile di Ascoli, guidata da Pierfrancesco Muriana, che ha condotto le indagini sulla misteriosa morte di Ranalli in collaborazione con il commissariato di San Benedetto e la squadra mobile di Teramo.
Il 21 ottobre Di Lorenzo avrebbe procurato a Ranalli una dose di eroina rivolgendosi a Gasparrini. Poi Di Lorenzo avrebbe condotto il teramano a casa sua, ad Acquaviva Picena, per assumere insieme la droga. Lì Ranalli, a quanto riferisce l’Agi, sarebbe morto, Di Lorenzo lo avrebbe derubato di cellulare, denaro e bancomat, caricato sul sedile posteriore della macchina e coperto, per poi abbandonarlo.
Prima di lasciare l’auto nel parcheggio dell’ospedale Di Lorenzo si sarebbe fermato nel centro di San Benedetto, a ricaricare il cellulare e a vedere dei nuovi telefonini, entrando in due negozi del centro. Sono stati proprio questi passaggi, ripresi dalle telecamere, a incastrarlo, perché dopo essere arrivati a lui gli investigatori hanno individuato anche Gasparrini, pluripregiudicato.
Di Lorenzo è stato ascoltato già il 23 ottobre e ascoltato dal sostituto procuratore di Ascoli Ettore Picardi, e forniva le generalità di Gasparrini, che avrebbe ceduto al povero Ranalli la dose mortale.
Entrambi sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto. Di Lorenzo deve rispondere anche di omissione di soccorso, distruzione di cadavere e incendio. A lui, che ha confessato dopo essere stato bloccato dalla squadra mobile, sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre Gasparrini è stato condotto in carcere alle 6,30 di questa mattina, venerdì 5 dicembre. A disporre l’arresto è stato il gip Gianfelice su richiesta dei pm Picardi e Crincoli.

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