SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alcun giorni fa il governo ha varato un provvedimento che raddoppia l’IVA sugli abbonamenti alle pay tv, portando l’aliquota dal 10 al 20%. E’ scoppiata una grandissima polemica tra maggioranza ed opposizione, fra il governo e il gruppo di Murdoch e fra il premier e alcuni giornali, rei di essere di parte.
I problemi evidenziati da questa vicenda sono la giusta informazione e il merito del provvedimento. Riguardo al primo punto sembra evidente che, ogni qualvolta si trattano settori che riguardano le attività delle aziende del Premier, lui esplode, trasformando un’accusa evidente nei suoi confronti in un attacco contro coloro che vedono interessi del Presidente del Consiglio dappertutto.
Il problema è che, da alcuni anni, i giornali che esprimono un’opinione contro il suo modo di operare, giusta o sbagliata che sia, subiscono il peso di tutto il suo potere e quello dei suoi mezzi di informazione. Le critiche del Corriere della Sera, della Stampa bruciano particolarmente al Premier perché vengono da due giornali del nord, bacino d’elettori notoriamente vicino a lui e alla sua politica.
A difesa dei due giornali e dei loro direttori è sceso in campo il presidente della FNSI che con un comunicato stampa definisce la vicenda come “uno scomposto attacco dell’onorevole Berlusconi che non ha alcun rispetto per l’autonomia dell’informazione”.
Entrando nel merito, c’è una direttiva UE che ci chiede di uniformare le aliquote IVA del settore, sollecitata da un reclamo presentato da un’azienda italiana del settore nell’aprile del 2007 e questa deve essere rispettata. Il provvedimento quindi è giusto, anche Prodi è d’accordo e l’opposizione ha pochi motivi per protestare; però in questo momento di grave crisi è forse inopportuno, almeno nei tempi, perché i maggiori costi delle trasmissioni di Sky si riverseranno tutti sull’utente già in difficoltà o, se gli abbonati disdetteranno l’abbonamento perché non possono più permetterselo, potrebbe portare il colosso australiano ad un disimpegno graduale in Italia con riduzione di posti di lavoro, quei posti di lavoro tanto cari ed importanti a Berlusconi che li difese strenuamente ai tempi in cui Rete 4 doveva andare sul satellite per fare posto a Europa 7. Sky chiaramente l’ha presa male e si sta difendendo mettendo in campo tutto il suo potere mediatico al fine di evitare questo provvedimento così com’è. Forse si sarebbe dovuto uniformare le aliquote IVA gradualmente, visto che non ci possiamo permettere di abbassarle in questo momento per via delle minori entrate che ciò comporterebbe.
Comunque vada a finire questa vicenda, ci sarà sempre quello che ci vedrà un conflitto di interessi ed un proprio tornaconto del premier ad ostacolare la pay tv di Murdoch e a far decollare le trasmissioni a pagamento sul digitale terrestre che a suo tempo fu incentivato con un provvedimento governativo dell’allora governo Berlusconi e che a beneficiarne fu soprattutto un’azienda del fratello Paolo che costruiva decoder terrestri. Per un’ assoluta trasparenza e per porre fine a queste eterne polemiche in un paese con una struttura democratica consolidata, sarebbe meglio quindi che Berlusconi “congeli” in qualche modo le sue molteplici attività per azzittire quei critici che lo attaccano sempre in simili occasioni, visto che vuole fare il politico a tempo pieno. Lui però non ci pensa minimamente a rinunciare a queste prerogative, visto che è stato premiato tre volte dall’elettorato poco sensibile a questi problemi e visto che anche il centrosinistra, quando era al governo, non ha mai pensato di fare una legge seria in proposito.
Alla fin fine quindi la colpa è tutta di noi elettori che non abbiamo cultura e sensibilità politica e non diamo alcun peso a questa enorme anomalia che consideriamo un fatto irrilevante ed ininfluente per una corretta gestione della cosa pubblica.

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