PORTO SAN GIORGIO. Anche  l’allenatore dell’Air Avellino Markovski, nel dopopartita, si è complimentato con questa sorprendente Premiata Montegranaro, lamentando laconicamente una poca competitività da parte della sua squadra, che non ha retto l’intensità dei primi 20 minuti di gioco.

Soddisfatto, senza ombra alcuna, Coach Finelli, che, fra un dato e una percentuale, ama sottolineare le “note liete” di una partita che si prospettava piena di insidie. La prima è lo spettacolare recupero di un parziale negativo di 0-10, che ha portato la squadra di casa al risultato finale di 81 a 76. «Tutto merito di uno sforzo doppio», spiega Alex Finelli. «Se si va a vedere, abbiamo lavorato duro per coprire questo break iniziale, ma da lì in poi è stata una partita molto solida, dove la differenza tra palle recuperate e palle perse (23 a 8) dice che la nostra difesa in certi momenti è stata valida, non con continuità, ma valida e che abbiamo giocato in attacco con grande lucidità».

La seconda nota lieta che, con abbondante enfasi, l’allenatore gialloblu espone è la prestazione di Daniele Cavaliero, il quale «sta lavorando con lo spirito Sutor dentro al cuore. Ha un ruolo di grande responsabilità in questa squadra. E’ un ragazzo giovane, appena 24 anni, che voleva proprio un ruolo di questo tipo. Un ruolo importante e mi fa piacere aver visto la maturità con cui è entrato in campo oggi. Significa che il suo lavoro sta pagando. E’ stato concentrato, molto concreto. Ha messo i tiri che contavano, 0 palle perse, 3 recuperi e 3 assist».

Al terzo posto (ma non per importanza!) di questa lista di meritati elogi c’è Kiwane Garris al quale Finelli ha chiesto un po’ di straordinari e la sua ben nota lucidità in campo per compiti mai disattesi. Forse non sarà stata altrettanto “lieta” la protesta plateale di Brandon Hunter per essere stato sostituito, nel terzo periodo di gioco, ma, stando alle dichiarazioni del coach sutorino,  gli è servito ripassare dalla panchina «perché poi l’Hunter che è rientrato era un Hunter diverso da quello che stava dentro prima. Per vincere abbiamo bisogno dell’Hunter tirato a lucido». Al termine di questa lettura dettagliata dell’incontro, l’allenatore della Premiata fa il punto della situazione sulla squadra, attribuendole un’identità «tecnica, fisica e mentale che pian piano sta trovando unità».

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