MARTINSICURO – «La revoca dei nostri assessorati deve essere rivista alla luce di un confronto politico provinciale che interessi tutti i soggetti che hanno deciso la sua stessa candidatura a sindaco. Questa decisione presa a livello locale e senza consultare i vertici provinciali rischia di essere eccessivamente autoritaria e fuoriluogo».

Luigino Fedeli e Giacinto De Luca hanno esordito nel Consiglio comunale di venerdì 28 novembre nella nuova veste di gruppo di opposizione, leggendo una nota rivolta al sindaco Di Salvatore, in seguito alla revoca delle deleghe al Turismo e ai Servizi sociali.

Che la seduta consiliare sarebbe stata caratterizzata da un’aria polemica lo si è intuito già dalle prime battute, quando i due esponenti di An, entrando nella sala consiliare per ultimi, hanno preteso di prendere posto nella estrema parte destra dei banchi. Inutili gli inviti del presidente Ferri e dello stesso Di Salvatore ad avere un atteggiamento più comprensivo e ad assumere per questa volta le consuete posizioni in attesa che venisse emessa un specifica ordinanza per modificare l’assetto delle sedute.

Fedeli e De Luca hanno allora preso due sedie del pubblico e hanno costretto i consiglieri dell’ala destra dei banchi (la Ciufegni, Di Tommaso, Testasecca) a stringersi per fare loro posto.

E’ seguita poi immediatamente la lettura da parte di Di Luca della nota politica, nella quale si invitava il primo cittadino a rivedere la revoca degli assessorati dopo la tornata elettorale e in seguito ad un confronto politico tra i vertici provinciali delle forze politiche di coalizione.

Di Salvatore ha preferito essere conciso, rispondendo piuttosto brevemente alle accuse nei suoi confronti: «E’ vero che la mia candidatura a sindaco di Martinsicuro è stata decisa a livello provinciale – ha risposto il primo cittadino – ma mai avremmo immaginato che in un anno e mezzo di amministrazione si potessero verificare così tante incomprensioni e tante accuse a mezzo stampa operate dal vostro gruppo. E’ stato questo che ha portato all’inevitabile rottura».

«Se ci sono state delle incomprensioni – ha prontamente ribattuto De Luca – è stato perché lei non è un sindaco di centrodestra».

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