SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ma chi mette in discussione l’attuale alleanza provinciale?»: Felice Gregori, coordinatore comunale del Partito Democratico, risponde così a coloro, sia di Rifondazione Comunista ma anche interni al Pd, lamentano che le primarie indette dal partito per la scelta del candidato presidente alle prossime provinciali siano uno strumento per dividere l’attuale maggioranza.
«Il fatto che non siano in discussione le alleanze – continua Gregori – e che il processo delle primarie sia regolamentato dallo statuto del nostro partito è stato ribadito spesso, pertanto, non riesco proprio a capire quale oscuro progetto si possa percepire dietro lo svolgimento di un passaggio a favore del quale si sono espressi all’unanimità tutti i componenti del consiglio federale. Il Pd ha organizzato le primarie nel pieno rispetto del proprio statuto, un grande processo di democrazia si è innescato e questo dovrebbe gratificare tutti coloro che nella democrazia credono».
«Appare curioso come si parli continuamente di innovare il sistema politico e poi ci si irriti e si tenti di denigrare chi davvero è riuscito ad intraprende un percorso nuovo, un percorso che in Italia non è mai stato intrapreso, in un mondo oggettivamente ingessato».
«Il Partito Democratico – prosegue il coordinatore comunale – vuole confrontarsi con le altre forze politiche sulle indicazioni delle grandi scelte: infrastrutture, sanità e una valida programmazione del territorio, politica economica locale in un momento di crisi mondiale».
«Per pura memoria storica e per mettere in evidenza che il Partito Democratico non ha mai fatto e non farà mai mancare il suo apporto politico al centro sinistra nel pieno rispetto delle scelte territoriali, ricordo che le precedenti consultazioni provinciali videro la nomina dell’attuale presidente Massimo Rossi, da Roma, non dalla base – è la piccata puntualizzazione di Gregori, che continua: «Per questo non esiste pregiudiziale su alcun altro nome, ma non ritengo utile discutere di nomi, è molto più importante parlare di programmi. Dal primo di dicembre il Partito Democratico metterà a disposizione il suo candidato e insieme a tutti i partiti del centro-sinistra si metterà responsabilmente a cercare la soluzione più adatta affinché si costruisca attorno ad un programma condiviso la coalizione».
«L’invito che faccio a tutti è quello di rispettare le scelte del Partito Democratico e di mettersi seduti dal 1° dicembre intorno ad un tavolo per verificare quali siano i punti programmatici condivisibili affinché si possa fronteggiare il momento cruciale che sta attraversando il nostro territorio per lo sviluppo della nuova provincia».
Il discorso di Gregori è pacato e sensato, ma non possiamo esimerci da domandargli: anche Gaspari, nel 2011, sarà sottoposto ad un processo di primarie di Partito e di coalizione?

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