ASCOLI PICENO – Com’è lo stato degli edifici che ospitano gli istituti scolastici superiori del piceno? La Provincia di Ascoli, ente competente per le scuole superiori, snocciola alcuni dati, sottolineando l’efficienza delle sue opere di manutenzione anche se, come afferma il presidente Massimo Rossi, «tutto è migliorabile».
Vediamo i dati: è a norma l’87% degli impianti termici, il 79% di quelli elettrici e il 67% degli impianti di prevenzione incendi, oltre all’85% delle strutture idonee dal punto di vista delle barriere architettoniche. Complessivamente sono 46 gli edifici scolastici di competenza della Provincia e di questi sette sono in fase di dismissione: in base ad un piano di alienazione già approvato e concordato con gli Enti locali, verranno cioè venduti o restituiti ai Comuni e gli alunni verranno inseriti in nuove strutture che si stanno allestendo.
Affermano Rossi, l’assessore all’edilizia scolastica Ubaldo Maroni e il dirigente di settore Giovanni Ortensi. «Si tratta di parametri molto al di sopra della media nazionale e regionale ed è doveroso specificare che tutti gli edifici sono sicuri dal punto di vista degli impianti e della staticità, e sono già in corso interventi per 2,5 milioni di euro. Non manca neanche la rincorsa quotidiana agli interventi di manutenzione ordinaria ed anche straordinaria, in costante contatto con i dirigenti scolastici».
Gli Istituti superiori nella Provincia ospitano circa 20 mila studenti (di cui 12 mila nell’ascolano e 8 mila nel fermano). Vengono gestiti circa 200 mila metri quadrati di superficie. Nei quattro anni di mandato, fa sapere l’amministrazione provinciale, nell’edilizia scolastica sono stati spesi 33 milioni di euro e, di questi, 23 derivano da indebitamento per l’accensione di mutui, 8 milioni di euro provengono invece dalla vendita del patrimonio dell’Ente, come l’ex caserma dei Carabinieri a San Benedetto e l’Istituto per Geometri di Ascoli. Un milione e 800 mila euro invece sono gli interventi finanziati con i fondi statali delle leggi per l’adeguamento sismico (L.289/2002) e per il terremoto (L.61/1998).
«Certo tutto è perfezionabile ed è comunque necessario fare i conti con il limite delle risorse disponibili – afferma il presidente Rossi – ma ritengo che una sede decorosa con servizi e strutture adeguate rappresenti il miglior biglietto da visita per la civiltà di un Paese, anche da un punto di vista sociale e culturale».
Rossi in qualità di vice presidente dell’ Unione delle Province Italiane è stato intervistato dal Gr1, a cui ha affermato che negli ultimi 6 anni le Province hanno speso 1 miliardo e mezzo di euro all’anno per la sicurezza delle scuole per un totale, quindi, di circa 9 miliardi. Lo Stato, nello stesso periodo, ha messo a disposizione con la Legge 29 circa 650 milioni pari al 7% delle risorse complessive impiegate a tale scopo.
«Un trend che sta drammaticamente peggiorando – ha commentato il presidente – dopo la Finanziaria del 2007 del Governo Prodi che stanzia 250 milioni nel triennio 2007-2009, infatti, nella Finanziaria 2008 non c’è un euro aggiuntivo ed è sta dimezzata la previsione precedente di destinare il 10% delle risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il decreto Gelmini a tale scopo individua uno stanziamento pari al 5% e non più del 10%».

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