SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Un grazie sincero per la Sua lettera! Essa compensa gli Organi della Fondazione, e me personalmente, per l’amarezza provata di fronte al silenzio delle istituzioni sulla nostra iniziativa»: parole scritte dal presidente della Fondazione Carisap, Vincenzo Marini Marini, e indirizzate all’onorevole Luciano Agostini, del Partito Democratico, che si era espresso a favore di un “ravvedimento” della decisione della Fondazione Carisap rispetto all’abbandono del progetto di riqualificazione del Ballarin.
«La questione è molto semplice – ha scritto Marini Marini – se la si pone sul piano della società civile e non ci si fa confondere dalle questioni giuridiche ed urbanistiche. La Fondazione ha deliberato, il 26 ottobre 2007, l’iniziativa di realizzare un’opera dal grande contenuto architettonico. Gli elementi essenziali della nostra idea erano due: 1) l’apporto culturale di un grande intellettuale dell’architettura; 2) l’apporto di una brillante soluzione finanziaria per destinare sull’area i 10 milioni, o forse più, se la nostra capacità di gestire il patrimonio della Fondazione avrebbe dato frutti ancora maggiori di quelli, già buoni, che abbiamo ottenuto in passato. La soluzione da noi individuata presupponeva necessariamente che la Fondazione avesse la proprietà dell’area, che sarebbe comunque stata per sempre destinata ad uso pubblico gratuito, con oneri di gestione a carico della Fondazione».
Marini Marini spiega: «Semplificando al massimo, la Fondazione ha rivolto, il 28 aprile 2008, al Comune di San Benedetto tre domande: 1. se era d’accordo con la procedura proposta; 2. di indicare quale area si potesse utilizzare; 3. di indicare quale dovesse essere la tipologia dell’opera da realizzare. La Fondazione ha chiesto di avere un riscontro entro il 31 ottobre 2008. Come noto, entro tale data nessun riscontro è giunto alla Fondazione ed essa, in coerenza con quanto indicato, ha preso atto».
«Non un ripensamento quindi ma un comportamento ispirato alla coerenza» è l’amara constatazione di Marini Marini.
«Per quanto riguarda la Fondazione, essa si è limitata a prendere atto di un mancato riscontro ed ha posto in essere gli atti di competenza, anche per mantenere la sua credibilità di fronte ai propri interlocutori, primo fra essi il professor Tschumi. Nel nostro piano pluriennale tuttavia è sempre presente l’obiettivo di realizzare un’opera di grande contenuto architettonico e colgo la Sua disponibilità per invitarLa, forte del Suo ruolo e del Suo passato di amministratore locale, a far sì che alla Fondazione giungano comunque delle risposte o delle proposte. Chiare e concrete» è l’appello che Marini Marini rivolge ad Agostini.
«Quanto al coinvolgimento della Provincia – è sempre il presidente della Fondazione Carisap, che conclude – può ben vedere quanto sia difficile il colloquio già con un solo ente. Suggerirei di non aggiungerne un altro. Del resto la nostra idea è stata ben studiata: la Fondazione ed il Comune di San Benedetto avrebbero potuto raggiungere bene i risultati, senza altri soggetti».

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