SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Tribunale di Ascoli non si è espresso sull’omologa della richiesta di concordato preventivo. Udienza rinviata al 19 dicembre, servono altre valutazioni da parte dei commissari giudiziali sull’omologa del concordato preventivo.
Lunedì mattina si è tenuta un’udienza alla presenza di Aristide Malavolta, numero uno del gruppo omonimo, che ha richiesto il concordato quasi dodici mesi fa, aprendo poi la procedura di mobilità per 80 dipendenti, che dallo scorso maggio sono in cassa integrazione.
Come reso noto in un recente incontro con i sindacati e i lavoratori presso la Provincia di Ascoli, l’imprenditore Vincenzo Ciulla che intende subentrare a Malavolta con la formula dell’affitto prevede una quota di riassunzioni che si attesta all’incirca sulla quarta parte della forza lavoro (da 22 a 28 dipendenti).
E fra i dipendenti e i sindacati c’è chi solleva dubbi sulla potenzialità effettiva della nuova realtà industriale, che dovrebbe ripartire con la denominazione di Ortofrost.
La ex Surgela, storica azienda pluridecennale, un impianto potenzialmente all’avanguardia, è al bivio fra la morte e quello che sembra a tutti gli effetti un ridimensionamento produttivo e di personale.
I dipendenti sono provati da mesi di lotta, attese, illusioni e disillusioni, e rischiano nel prossimo futuro di trovarsi divisi in due “fazioni”: chi resta e ce l’ha fatta e chi deve andarsene e non ce l’ha fatta.
Per chi resta, inoltre, si apre anche la prospettiva di un diverso inquadramento contrattuale.

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