SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La rimozione della spoletta dall’ordigno bellico rinvenuto in un cantiere edile in via del Palladio e l’evacuazione dei cittadini residenti in un raggio di 500 metri dal punto del ritrovamento, nei due quartieri di Sant’Antonio e Marina di sotto, si sono svolti con ordine.

Ha funzionato il coordinamento delle operazioni, da parte del Comune e della Prefettura, cui hanno contributo circa duecento uomini tra Polizia municipale, Polizia di Stato, Polizia provinciale, gruppo della Protezione civile del Comune di San Benedetto, di Castel di Lama, della Regione Marche, Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Vigili del Fuoco, 118, Croce Rossa, Croce Verde, Croce Azzurra. Le forze dell’ordine hanno vigilato anche per impedire atti di sciacallaggio negli appartamenti evacuati.

Anche grazie alla bella giornata di sole, per quanto fredda, i cittadini si sono allontanati trascorrendo nel centro cittadino o altrove la mattinata. Alcune decine di persone hanno invece approfittato dei luoghi d’accoglienza che erano stati predisposti: l’auditorium comunale di viale De Gasperi 120, presso il Municipio, il Palazzetto dello Sport (con animazione a cura della cooperativa Systema, tramite Ludobus), la palestra per la riabilitazione, nei locali dell’ex pronto soccorso all’ospedale civile. Luoghi di cui hanno usufruito per lo più persone anziane, con difficoltà di deambulazione, malati. Al trasporto hanno contribuito anche tre mezzi comunali, normalmente utilizzati nell’ambito delle politiche sociali.

Il disinnesco della bomba è avvenuto in un quarto d’ora, dalle 9,13 alle 9,29, molto al di qua del limite che era rappresentato dal passaggio dell’Eurostar di Trenitalia, previsto per le ore 10,18. Dopo la rimozione della spoletta, l’ordigno ormai innocuo è stato trasportato in collina per il brillamento, mentre veniva ripristinata la normale viabilità nella zona interessata, e cessava l’allarme.

Sull’ordigno hanno operato tre artificieri del Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bo): il maggiore Luigi Ferrieri, il maresciallo luogotenente Vincenzo Vergine, e il tenente Giovanni Gennaro. La spoletta, risalente alla fine del 1941, era di fabbricazione italiana, prodotta a Lecco. Dopo essere stata sganciata dagli inglesi, la bomba non era esplosa, come hanno ipotizzato gli artificieri, perché caduta probabilmente da una quota troppo bassa.

Alle ore 11,52 la bomba è stata fatta brillare presso la cava di ghiaia di Sant’Andrea, a Cupra Marittima, dove sono intervenuti anche gli agenti della Polizia municipale locale. L’operazione si è conclusa con il rinvenimento delle schegge, come verifica della distruzione della bomba, e non soltanto dell’esplosivo utilizzato dagli artificieri stessi, che hanno ricevuto i complimenti del sindaco Gaspari, del prefetto Cifelli, e dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

Tutte le operazioni, già dai giorni scorsi, sono state puntualmente riprese da due troupe della trasmissione Ulisse condotta da Alberto Angela il sabato in prima serata su Rai3: il servizio andrà in onda nel corso dell’edizione del programma che riprenderà dalla primavera 2009. La giornalista Corinna Stinchelli, affiancata da una collega e da operatori di ripresa, hanno raccolto immagini e testimonianze, compresa la quasi coincidenza con il 65° anniversario del più grave bombardamento subito da San Benedetto durante la seconda guerra mondiale, che cade giovedì 27 novembre, quando verrà apposta una targa commemorativa presso la scuola elementare di Acquaviva Picena, che ospitò ben 4 mila sfollati sambenedettesi, più o meno lo stesso numero degli evacuati odierni.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.363 volte, 1 oggi)