Da Riviera Oggi Numero 752

CUPRA MARITTIMA – In vista delle amministrative 2009, conosciamo da vicino Giovanni Ciarrocchi, consigliere comunale di minoranza

Qual’è il suo giudizio sull’amministrazione Torquati?

«Innanzitutto si dovrebbe fare un distinguo tra l’amministrazione Torquati degli ultimi 5 anni e le precedenti. Comunque, non lo giudico. So di certo che mi sarei comportato in modo diverso, in modo molto più democratico, ad esempio nel gestire il Consiglio comunale».

Può fare un esempio?

«Tutti i paesi limitrofi sono dotati di varie commissioni, tra cui la più importante risulta essere quella urbanistica. In questa commissione possono confluire anche proposte e idee da parte del gruppo di minoranza consiliare. Questo a Cupra non è avvenuto, e come consiglieri di minoranza ci siamo trovati quasi sempre a dover affrontare proposte e problemi già decisi dalla maggioranza, non dando modo a noi della minoranza di avanzare proposte. Questo fatto si evidenzia in modo chiaro nel procedimento messo in atto dall’amministrazione comunale per la realizzazione del polo scolastico, per la variante al piano regolatore, e tutte le altre varianti urbanistiche che sono state elaborate in questi 5 anni. Varianti urbanistiche che tra l’altro non hanno tenuto conto delle esigenze ambientali della nostra cittadinanza».

Perchè? Qual’è la situazione urbanistica di Cupra?

«L’urbanistica e l’ambiente coinvolgono in modo diretto l’uomo e il cittadino dal punto di vista sociale. La creazione di centri di aggregazione è un aspetto fondamentale dell’urbanistica e sono chiamati “servizi”. Questi servizi a Cupra non esistono. Le associazioni qui sono composte da poche persone e non sono in sinergia tra di loro, in questa situazione non è possibile uno sviluppo culturale. Il sociale e l’urbanistica sono strettamente collegati perchè quando si costruisce oltre alle case si deve pensare anche ai centri di relazione, agli spazi di aggregazione, ai luoghi della cultura. Noi abbiamo “Piazza di Spagna” (Piazza di Spagna, per i non cupresi, è l’incrocio tra via Garibaldi e lungomare, ndr), ai giovani cuprensi rimane quello, di questi tempi è tanto».

Secondo lei non ci sono luoghi di aggregazione?

«L’amministrazione di fa suggire le occasioni per crearne. Come ad esempio l’edificio del consorzio agrario anziché essere demolito poteva essere utilizzato diversamente. Il gruppo di minoranza aveva proposto di mantenere l’aspetto architettonico, creare dei parcheggi nel piano sotterraneo, delle attività commerciali a piano terra, un auditorium e dei locali per le associazioni al piano di sopra. Poteva diventare un punto di riferimento».

E per quello che riguarda l’ambiente?

«La variante al piano regolatore prevede grosse quantità di aree cementificate nei luoghi più belli del nostro territorio, sconvolgendo in questo modo l’assesto paesistico e ambientale per il quali è rinomata Cupra».

Lei è appassionato di archeologia, ci può dire quali sono le risorse storiche di Cupra?

«È fondamentale comprendere la potenzialità e l’importanza storica e archeologica di questo territorio per poter approfondire il discorso sul Parco Archeologico e sul Museo del territorio. Mi interesso di queste cose da quarant’anni e con tutte le scoperte che abbiamo fatto con l’Archeoclub, la zona risulta essere molti più importante di come sembrava negli anni settanta».

Può fare qualche esempio?

«Nelle nostre colline sono stati ritrovate tracce di civiltà risalenti al Paleolitico Inferiore che hanno apportato un notevole contributo alla conoscenza della preistoria a livello nazionale ed internazionale. Nella zona della “Castelletta” sono state rinvenute tracce di necropoli dei Piceni, e dalla stessa zona proviene la stipe votiva formata da oltre duemila oggetti miniaturistici esposte nel museo di Ancona. Sempre in contrada Sant’Andrea è stato rinvenuto un insediamento della fine dell’età del bronzo. Insomma, ci sono tracce di vita dai primordi dell’uomo fino ad oggi».

Cosa ha fatto secondo lei l’amministrazione per l’archeologia?

«Poteva fare di più, è stata sfruttata solo una piccola parte delle potenzialità di Cupra: il nostro paese potrebbe avere una grande attività produttiva proveniente dal settore turistico-culturale, ma ancora non è stato sviluppato».

Queste ricchezze sono apprezzate?

«Molto più da coloro che vengono da fuori. I cuprensi e l’amministrazione dovrebbero valorizzare le proprie radici, la propria storia e le proprie tradizioni».

Si ricandiderà?

«No, questa è stata la quarta volta, ora bisogna dare spazio ai giovani».

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