SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chiamiamole, se volete, frizioni. Fisiologiche, non proprio. Il conto alla rovescia verso le elezioni provinciali è iniziato da tempo, e tra Rifondazione Comunista e i cespugli dell’area della Sinistra Arcobaleno, che appoggiano il presidente uscente Massimo Rossi di Rifondazione, e il Partito Democratico, che suona la grancassa delle primarie (prima di partito, con i candidati Emidio Mandozzi, Alessandro Zocchi e Nazzareno Firmani, poi, eventualmente, di coalizione, se ne resterà qualcosa), non corre sicuramente buon sangue. Prova ne è quanto scritto dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista Daniele Primavera che, nel commentare una intervista del nostro Oliver Panichi al sindaco Gaspari proprio in merito alla politica provinciale («Rossi? Più luci che ombre, ma accetti le primarie»), non le manda certo a dire.
«Il Pd ha scelto le primarie e hanno il pieno diritto a farle, con tutti i risultati che si vedono, a partire dalle “partecipatissime” elezioni politiche, il grande livello della rappresentanza parlamentare (vedi Villari, Agostini e tanti altri), un leader nazionale in balia delle onde. Per carità, se sta bene agli elettori del Pd, sta bene anche a me, ognuno è padrone a casa propria» ha scritto Primavera.
«Il punto – sottolinea l’esponente di Rifondazione – però è che il Pd non può imporle a chi non le ha scelte perchè non le ritiene il fondamento della democrazia. Personalmente ho un’idea di partecipazione diversa dal chiamare di tanto in tanto le truppe cammellate a votare per Tizio o Caio, e credo che una politica “sana” non possa prescindere dall’antiquata idea di militanza politica, di lavoro sul territorio, di radicamento. Non vedo quindi perché io, che pure sono un leale alleato del Pd, dovrei subire un metodo che non mi appartiene. Se il Pd non è con Rossi (cosa che non mi pare, a giudicare dalle ultime uscite) dica chiaramente perchè, dal momento che fino ad oggi è stato il presidente anche per conto del Pd. E renda conto ai suoi elettori sul perchè non lo ha fatto andare a casa anzitempo se il suo mandato è stato così disastroso; dica se l’enorme spinta al risparmio energetico, la sostenibilità degli interventi come criterio base della politica, lo sviluppo di forme alternative di mobilità hanno “paralizzato il territorio” o, come credo, lo abbiano fatto rinascere».
Non manca, poi, la stoccata anche per il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari: «Che poi l’invito alle primarie sia fatto ancora una volta da chi (non mi stancherò mai di dirlo) le rifiutò per sé – è qui il riferimento al primo cittadino, che nel 2006 riuscì ad evitare il confronto pre-elettorale – sa ancora di più di richiesta strumentale, ad uso e consumo di equilibri interni del Pd che proprio non mi interessano; ma fatico a non vedere lo scambio di cortesie con l’esponente Pd appena intervenuto sul Ballarin (Agostini, ndr), quello stesso ex vicepresidente della Regione che prima ha promesso e poi fatto cancellare i fondi per realizzare la bretella ottenendo in premio una candidatura blindata al Parlamento, guarda caso, senza primarie di alcun genere. Siccome mi piace ragionare del merito, faccio finta di non aver letto e relego certe valutazioni a quel gioco delle parti che m’interessa poco» è l’amara conclusione del giovane politico sambenedettese.

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