dal settimanale Riviera Oggi numero 751
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo le recenti elezioni per il rinnovo dei direttivi dei comitati di quartiere, conosciamo meglio i nuovi rappresentanti dei cittadini in questi organismi apolitici di partecipazione civica. Iniziamo con Giorgio Fede, neo presidente del comitato Sant’Antonio.

Cosa vuol dire raccogliere l’eredità di Antonio Alfonsi?
«Sinceramente è un ruolo difficile da coprire, perché Alfonsi si è speso davvero molto per questo quartiere. Però lui è una persona molto corretta e ha fatto intendere che voleva lasciare spazio agli altri, ai più giovani».
La aiuterà per i primi tempi?
«Sicuramente. Anzi, all’inizio si era parlato di affidargli una vice presidenza, ma poi ci siamo resi conto che non c’era bisogno di un ruolo formale. Ci sarà comunque una collaborazione. Anche perché lui è il mio punto di riferimento ed è utilissimo perché ha davvero tante conoscenze che sono un patrimonio prezioso per me. E poi il nostro direttivo è davvero un bel gruppo, molto coeso e non ci sono spaccature tra vecchi e nuovi».
Come mai la scelta di candidarsi?
«Sinceramente fino a qualche anno fa non mi interessavo troppo ai problemi del mio quartiere, ero più giovane e non avevo famiglia. Addirittura quest’anno ho votato per la prima volta alle elezioni di quartiere. Ora che ho una moglie e due bimbi piccoli, ho finalmente capito che il luogo dove vivo è anche mio e dei miei figli e dobbiamo attivarci per migliorarlo».
Quali sono i problemi principali, quelli su cui vi concentrerete di più?
«Ce ne sono diversi ma sicuramente la priorità va data alle aree verdi, unici luoghi di aggregazione che abbiamo, e al problema delle onde elettromagnetiche causato dalla sottostazione ferroviaria».
Per quanto concerne le aree verdi si riferisce al Parco Karol Wojtyla?
«Non solo, c’è anche l’area dietro al liceo scientifico all’angolo via Asiago-via Piemonte e la pinetina sul lungomare davanti allo chalet Il Pescatore. Il Wojtyla però è senza dubbio quello che ci preme di più. Ci piacerebbe fosse realizzato qualcosa di simile al Parco Eleonora di Porto d’Ascoli, con tanto di recinzione per evitare atti vandalici. Il nostro parco purtroppo è davvero tenuto male, lo stato di manutenzione è molto basso».
Quale soluzione proponete?
«Si pensava di creare un’associazione che fosse una sorta di propagazione del nostro comitato al fine di gestire queste aree verdi».
E per il problema delle onde elettromagnetiche?
«Lì la questione è tutt’altro che facile, anche perché il nostro è un organo propositivo, ma non ha potere decisionale. E l’operazione di spostamento e interramento è costosa. Ci sono già dei progetti realizzati ma per ora la situazione non riesce a sbloccarsi. Intanto è importante sensibilizzare i residenti che purtroppo non si rendono conto del reale pericolo a cui sono esposti».
Come mai secondo lei?
«Perché le onde elettromagnetiche non si vedono e non si percepiscono. Iperbolicamente dico che se tali onde emanassero cattivo odore la popolazione si sarebbe già mobilitata da tempo e tutti si troverebbero d’accordo nel cercare una soluzione immediata. Ma se il problema non si percepisce per la gente non c’è».
Cosa farete per informare la cittadinanza?
«Intendiamo fare prossimamente un incontro con tutti i residenti per farci conoscere come nuovo direttivo. E poi spiegheremo quali sono i problemi del nostro quartiere e sarebbe interessante fare una sorta di tavolo di concertazione in modo da dare a tutti la possibilità di esprimersi e segnalare situazioni, idee, necessità».
Altri progetti in vista?
«Vorremmo fare un sito internet per comunicare con i residenti. Abbiamo una bacheca in parrocchia ma gli avvisi non arrivano a tutti, specie a chi non frequenta o non è cattolico. Ci sono già lavori in corso per il sito, ora vedremo di fornire anche un indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni. Noi vorremmo condividere il nostro operato con le persone, coinvolgerne il più possibile. Per ora il lavoro del comitato tocca appena il 10-15% della popolazione attiva ed è troppo poco. Noi non operiamo da soli, ma siamo il portavoce dei cittadini verso il Comune, quindi vogliamo sentire l’opinione di tutti».

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