SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bullismo. Un fenomeno che in questa prima decade del duemila sta acquistando un rilievo sempre più ampio. L’Italia non è da meno. Ma a casa nostra? Ecco quindi che, in occasione della “Giornata dell’Infanzia”, il Settore Servizi alla Persona del Comune, in collaborazione con i Centri d’ascolto nelle scuole dell’Asur zona territoriale 12 rende noti i dati di una inchiesta sul fenomeno condotta nell’anno scolastico 2007/2008. In un’aula consiliare gremita di alunni delle scuole medie ed inferiori (Moretti, Sacconi, Cappella,Curzi) erano presenti, tra gli altri, gli assessori Loredana Emili e Margherita Sorge, il dott Claudio Cacaci e Vincenzo Luciani.

I risultati della ricerca evidenziano che episodi di prevaricazione a vario titolo sono più frequenti tra gli alunni delle scuole elementari rispetto alle medie. Anche nella durata dei comportamenti di “bullismo” questi si sono rivelati di più lunga durata tra gli alunni delle classi minori. I modi di “fare prepotenza” più diffusi risultano essere, nelle scuole della Riviera, quelli verbali. I luoghi preferiti sono le aule per i più piccoli e le palestre per gli studenti più grandi. La reazione più comune di chi resta vittima dell’atto di prepotenza è la tristezza. Quella di difesa è invece il cercare di ignorare chi la compie ma questo atteggiamento, spesso dettato dagli stessi genitori, non fa che autorizzare in qualche modo l’aggressore a continuare.

Sono gli alunni più piccoli nella Riviera a denunciare con più assiduità gli episodi di prepotenza a loro danno e sono sempre loro i più solidali verso i compagni presi di mira. Quanto si diversificano gli alunni e studenti della città con la media nazionale? Non molto, secondo Vincenzo Luciani, Direttore del Consultorio Familiare di Area Vasta, che aggiunge: «I dati rispecchiano in pieno le tendenze negative a livello nazionale. Con una peculiarità: gli episodi di bullismo, a differenza di quanto si possa pensare, sono molto frequenti nelle scuole elementari andando a diminuire verso le scuole medie e quasi assente in quelle superiori fatta eccezione per il primo biennio».

Per far fronte al fenomeno le istituzioni preposte hanno deciso una serie di interventi a supporto delle vittime ma anche di sostegno per gli esecutori di atti di prevaricazione affinchè, da grandi, non si ritrovino con seri problemi di inserimento nella società. Ad illustrare alcune strategie di interventi ad uso di insegnanti e genitori da una parte ed alunni da un’altra l’assessore Margherita Sorge rileva: «Per gli insegnanti e i genitori è essenziale incrementare la capacità di riconoscere anticipatamente gli episodi di bullismo favorendo la possibilità di accoglienza della vittima. Mentre per gli alunni occorre riuscire ad incrementare la loro autostima, favorire la abilità di autodifesa, stimolare le capacità sociali di chi tende a stare in disparte ».

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