GROTTAMMARE – «Per piacere non chiamate più velodromo, quel mostro di acciaio e cemento in prossimità della rotatoria vicino a “Tesino Village”, una pista ciclabile alquanto costosa, visto il milione di euro di spesa per la realizzazione, e pensare che è più brutta che costosa».

Esordisce così la nota stampa dei consiglieri Raffaele Rossi e Giuliano Vagnoni del Popolo delle Libertà, riguardo la questione della locazione dell’impianto d’esercizio situato in zona Tesino (leggi “Velodromo a rischio?”).
«Ad un’attenta verifica – spiegano – risulta che il primo progetto effettivamente insistesse su un terreno protetto, ma il progetto definitivo è stato redatto in modo tale che tutta la pista ciclabile fosse edificata fuori dal Piano d’Assetto Idrologico. Infatti, il percorso è stato realizzato affianco alla linea immaginaria di confine che delimita la zona di rispetto del Tesino, come se in caso di esondazione l’acqua si fermasse sul confine previsto dall’uomo».

I consiglieri, infine, si domandano: «La passione di tanti ciclisti giustifica la realizzazione di un velodromo, ma ciò che rimane inspiegabile è perché è stato fatto in prossimità del Tesino, ma soprattutto quando ci si è accorti che non era possibile realizzare una struttura omologabile come velodromo, perché invece di cercare un altro spazio idoneo nella nostra città, si è insistito nel realizzare una pista ciclabile in prossimità di “Tesino Village”?».

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