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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In campo: Corso, Rosetti (Apostoli 25′ s.t.), Citeroni, Iaconi, Spinozzi E., Tassotti, Angelini M. (capitano), La Riccia, Gagliardi V., Palma, Coppa, Buonamici, Stracci, Valentini, Mecozzi. A disp. Luciani, Di Rosa, Palanca, Angelini A.
Mete di: Angelini M., e Valentini

La palla ovale torna nella culla del rugby sambenedettese: domenica scorsa la giovane formazione della Legio Picena ha esordito in casa – dopo una serie di partite in trasferta – tornano a giocare in quel Campo Rodi che fino a quindici anni fa, prima che il rugby fosse trasferito al Ballarin, ospitava gli incontri del gioco nato in Inghilterra.
Così, la vittoria (17-6) ottenuta con il Terni vale doppio: sia perché ottenuta contro la prima in classifica, sia perché segna il ritorno ad uno stadio tanto amato, dove personaggi come Camiscioni e Croci (arrivati fino alla Nazionale) e Spaletra, Spina e Gagliardi poi, hanno onorato il rugby rossoblu. Senza dimenticare Pignotti, il coach per eccellenza, innamorato come nessuno di questa splendida disciplina.
Il match è iniziato sotto il segno dell’approssimazione per i ragazzi della Legio Picena che quasi subito hanno regalato una punizione al Terni che però fallisce il calcio senza portarsi in vantaggio. La scena si ripete dopo 15’ a favore però dei legionari che per un “trattenuto” degli umbri tentano la via dei pali senza successo.
Il sorpasso avviene al 20’ grazie a capitan Angelici che finta un passaggio nei 22 metri avversari e va a schiacciare sotto i pali; Corso fa il resto trasformando e portando a 7 i punti del vantaggio.
La partita riprende serrata ma un errore dei sanbenedettesi concede un altro calcio di punizione ai ternani che, come prima, non realizzano.
Allo scadere del primo tempo un atleta verdearancio si fa sorprendere in fuori gioco concedendo alla Legio Picena di centrare i pali e chiudere con un parziale di 10 – 0.
Nella ripresa, a soli 7’ dall’inizio, gli umbri fanno finalmente tesoro di una ennesima punizione concessa trasformandola in 3 pericolosi punti che si sommeranno ad altri 3 accorciando le distanze e portandosi sul 10 – 6 al 18’. E’ qui che i legionari cominciano ad acquisire un ritmo tutto nuovo e, percussione dopo percussione, la palla si muove rapidamente rubando metri agli ospiti.
Questo cambio di passo porterà all’azione che metterà il sigillo alla partita quando al 25’ una touche vinta nei 5 metri avversari si trasformerà in un “carretto” sospinto dagli avanti che si fermerà solo dopo aver eletto Valentini ad autore della seconda meta rossoblu.
Il buon Corso trasforma e bolla il risultato sul 17–6 per la Legio Picena Rugby.
«Anche se oggi non sono riuscito a giocare» ha commentato il presidente-giocatore Antonio Angelini «sono veramente soddisfatto perché c’era in ballo qualcosa in più del risultato».
Lo stesso capitano Massimo Angelini ha detto di essere «felicissimo e dedico la vittoria a tutti i miei compagni di squadra che sono rimasti a lavorare qui sul campo fino a tarda notte».
Infatti nel pomeriggio di sabato, sotto la pioggia battente, dieci atleti e simpatizzanti della Legio Picena si è attrezzata per allestire il campo trivellando dei fori che hanno ospitato i pali per la partita del giorno dopo (il campo, infatti, ospita anche gare dei tornei di calcio giovanili). Un lavoro di squadra che è continuato anche prima e dopo la partita e che ha visto impegnati tutti i giocatori nell’allestimento del campo e nello smontaggio delle porte di calcio per consentire la sicurezza del terreno di gioco, come da regolamento federale.

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