SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Pasqualino Piunti, consigliere provinciale e comunale del Pdl.

Lo spirito dei Fondi F.A.S. (Fondi per Aree Sottosviluppate) che per la Regione Marche ammontano a 240 milioni di euro, sarebbe quello di riequilibrare i ritardi nei territori che presentano delle criticità, oppure – come è evidente, nel nostro caso, quello di risarcire una atavica mancanza di considerazione che in tutti i campi (Sanità su tutti) ci ha sempre visti come il parente povero della Regione.

Basta fare alcune considerazioni: a fronte di una media regionale del 7%nel nostro territorio la disoccupazione è al 22% e come se non bastasse le ore di cassa integrazione sono salite da 300 mila a un milione e 700 mila. La contrazione di richiesta mutui alle banche segna un meno 8,8% in controtendenza con il + 6,7% della provincia confinante di Macerata ed è notizia recente che siamo passati dal primo al terzo posto nel settore turistico.

A fronte di tutto ciò attingiamo ai fondi FAS “solo” per 14 milioni di euro, rispetto ai 16,75 di Pesaro, i 16 di Macerata e i 15,7 di Ancona, tutte aree che non hanno i nostri problemi. Perdendo così la possibilità di realizzare quella bretella collinare che sino a pochi mesi fa era ritenuta da tutti la priorità assoluta che avrebbe risolto in buona parte il problema del traffico e quindi del conseguente inquinamento di San Benedetto, (ma per l’amministrazione Gaspari forse la panacea è creare una corsia preferenziale di 400 metri per i bus in Via Togliatti).

A tal proposito vale la pena ricordare che la nostra città nelle sue tre direttrici (lungomare, Via dello Sport, Viale De Gasperi e Strada Statale 16) ogni giorno viene “penetrata” da 46 mila autoveicoli e il “bonus” sugli sforamenti da PM 10, ovvero le famigerate polveri sottili, tollerato dall’UE (35 l’anno) ce lo siamo già allegramente giocato. Quindi siamo testimoni di una Regione che ribadisce ancora una volta di essere poco attenta al suo sud e una classe politica provinciale e locale che non è stata capace di far sentire la sua voce.

Infatti l’elettrificazione della tratta Porto d’Ascoli–Ascoli avrebbe dovuto essere competenza della RFI con i contributi residui regionali – ben 165 milioni dirottati in altre zone – liberando in questo modo quelli per la circonvallazione. Se poi ci mettiamo che per attivare la metropolitana di superficie, alla quale l’elettrificazione è propedeutica, ci vorranno 60 milioni di euro… E’ come se un padre di famiglia, al figlio che deve affrontare l’inverno con le scarpe sfondate e che non possiede nel suo guardaroba la camicia, decide di comprargli un paio di gemelli da polsino.

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