SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Provincia di Ascoli, tramite il dirigente del settore Urbanistica ingegner Ivano Pignoloni e l’assessore Antonio Canzian, chiede ulteriori chiarimenti in merito alla variante normativa approvata dal Consiglio comunale il 30 luglio 2007. Si tratta di una variante relativa all’articolo 48 delle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore, riguardante le attrezzature pubbliche di quartiere, con la quale il Comune voleva superare il problema della decadenza dei vincoli nelle aree con tale destinazione urbanistica.
Il consigliere di Forza Italia Bruno Gabrielli, che in passato sollevò dubbi sulla variante, oggi afferma: «La Provincia e i tecnici del Comitato provinciale per il territorio hanno rilevato le stesse criticità che io, al momento della discussione sulla variante, andavo urlando ai quattro venti. Spero che il Comune ora faccia chiarezza riconteggiando gli standard urbanistici, espletando le verifiche richieste dalla Provincia».
Cosa chiede nel dettaglio l’ente di Palazzo San Filippo? La richiesta principale riguarda la contabilizzazione delle superfici destinate a standard urbanistici, alla luce della variante normativa adottata dal Comune. In sostanza la Provincia chiede dati ancora più dettagliati in merito al rispetto del valore previsto dalla legge, che prevede un minimo di 18 metri quadri di servizi pubblici per ogni residente. In una recente lettera al Comune, l’assessore Canzian afferma: «La prescrizione fatta al Comune di verifica degli standard effettivi totali del Prg derivava dalla confusione evidente fra dati diversi forniti dallo stesso Comune tali da non consentire con sufficiente chiarezza di stabilire il dato ufficiale definitivo». Perciò, conclude Canzian, «i motivi di dubbio ed incertezza sulla correttezza dell’atto ci sembrano del tutto evidenti».

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