SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mario Titone è l’eroe di giornata. E per fortuna che era mezzo azzoppato… Venerdì aveva subito una botta in un contrasto durante l’allenamento, domenica mattina era in dubbio persino per la panchina, ma Piccioni lo ha voluto ugualmente contro la Pro Sesto, pur non rischiandolo dal primo minuto.
Non ha segnato, ma appena entrato si è preso la Samb sulle spalle, mostrando tecnica e corsa, e anche cuore. Sulla fascia sinistra è stato devastante: «Ho messo le mie qualità al servizio della squadra. Dobbiamo continuare così, possiamo essere la sorpresa del campionato. Questa è una squadra che può dire la sua, ora non bisogna guardare la classifica ma pensare a vincere, soprattutto in casa. Timori per la trasferta di Lecco? Se giochiamo come stavolta, vinciamo anche lì».
Qual è stata la molla della rinascita della Samb, tra l’altro cominciata proprio da un gol di Titone, quello a Portogruaro? «La cosa determinante è stata la crescita del gruppo. La squadra è giovane, molti erano nuovi, l’inserimento è stato graduale, ma è riuscito bene, grazie al mister Piccioni allo staff e alla società. Ho voglia di gol? Devo rimanere con i piedi per terra, dimenticare la prestazione di oggi e non cullarmi negli allori. Presto verrà anche il gol».
Francesco Ferrini è ancora dolorante al piede, per via del rocambolesco infortunio riportato a Cremona (urto contro il bordo di cemento della scala degli spogliatoi). Dopo la vittoria con la Pro Sesto, frutto di un secondo tempo tutto cuore e grinta, è stanco ma felice: «Nel primo tempo abbiamo avuto un approccio alla partita che non esito a definire timoroso. Avevamo troppa paura nel far vedere ciò che sappiamo fare. Nella ripresa siamo rientrati in campo senza nulla da perdere, per così dire. E con il cuore, la grinta e la corsa abbiamo vinto un match molto importante». “Il Ferro”, anche stavolta nel ruolo di terzino sinistro, ha stretto i denti, sacrificandosi alla causa, «perché cambiare la difesa a partita in corso non è mai semplice. Avevo dolore fin dal primo quarto d’ora della ripresa».

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