SA BENEDETTO DEL TRONTO – Tifosi felici e quasi increduli all’uscita dello stadio dopo la partita vinta con la Pro Sesto. Tutti concordi nel definire “double-face” la prestazione della compagine rossoblu. Per molti irriconoscibile, titubante e timorosa quella del primo tempo così come prepotente, aggressiva, sicura quella della seconda parte della gara.

Luigi Collini dichiara convinto: «Una vittoria che ha dell’incredibile se si pensa che abbiamo regalato l’intero primo tempo all’avversario. In ogni caso è un risultato che vale doppio, ottenuto contro una diretta avversaria della zona a rischio. Tanto più gradita perché dopo la prima parte della gara erano in pochi a sperare, non dico in una vittoria, ma in un pareggio. La prestazione di Titone è stata incredibile. Senza dubbio il migliore in campo».

Ivano Sansolini preferisce una disamina tecnica: «Il risultato va bene. Ma in pratica l’allenatore, con la formazione cervellotica schierata nel primo tempo, si è mangiato tre cambi che poteva utilizzare per non fare sfiancare i titolari. Buon per lui che ha saputo riconoscere i suoi errori cambiando modulo nell’intervallo ed i risultati si sono visti. Ma abbiamo vinto ed è quello che conta. A proposito, ho un messaggio per Piccioni. Perché non ripropone lo schieramento del secondo tempo anche a Lecco visto che la squadra sembrava trovarsi a meraviglia?».

Marco Nespeca ha un plauso per tutti ma aggiunge: «Gianmarco Piccioni non è male. Ha una buona tecnica ma probabilmente non è il suo ruolo. Farlo esordire in questo modo si corre il rischio di bruciarlo. Piccioni padre mi dovrebbe spiegare che modulo ha messo in campo nella prima frazione di gara perché non l’ho capito. Così come mi è sembrato molto azzeccato il modulo 4-2-4 o giù di lì del secondo tempo con Briglia e Forò davanti alla difesa e gli altri quattro a spaziare per tutto il campo. Grande Samb, quella».

Anche se è molto felice per la vittoria Federico Mercuri ha qualcosa da puntualizzare: «Prima di tutto voglio ringraziare i ragazzi per averci creduto fino in fondo. Poi però mi chiedo come mai, da un organico di almeno 35 giocatori, non si riesca a trovare un assetto più o meno stabile. Il modulo del primo tempo era da kamikaze. Ho una domanda per il mister: come mai negli allenamenti ci si limita alla solita partitella senza mai provare uno schema su calci d’angolo e punizioni? O forse non fanno più parte del calcio moderno? ».

Sara Lunerti fa quasi fatica a parlare tanto è stata la tensione dell’ultimo quarto d’ora: «Bravi ragazzi, bravo Piccioni che ha saputo correggere gli errori del primo tempo, ma che sofferenza negli ultimi minuti. Stiamo tutti qui, giustamente, ad elogiare i vari Titone, Magnani, Cigan ma non dimentichiamoci che Dazzi, in almeno due occasioni, ha salvato il risultato. Comunque forza Samb: oggi, domani, sempre!».

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