Lo sculture albanese Genti Tavanxhiu, invitato al 2° simposio della scultura della città di Antalya in Turchia, ha scolpito un monumentale “nodo” in marmo di Mugla lungo tre metri ed alto un metro e trenta.

L’opera è stata realizzata dall’artista nel mese di ottobre insieme ad altri scultori provenienti da varie nazioni, ed è stata collocata all’interno del parco del campus universitario della provincia turca.

In questa scultura Genti rielabora in modo personale il tema del nodo; l’impianto richiama lo schema compositivo dei sarcofagi etruschi, ma soprattutto quelli di epoca romana presenti nella città turca, ricca di testimonianze artistiche ellenistiche e del periodo dell’imperatore romano Adriano che visitò la città nel 130 d.c.

L’artista nell’opera attraverso la forma del Nodo ha voluto esprimere simbolicamente ed in forma astratta il legame che unisce in modo indissolubile due persone in unico spirito che può essere identificato con l’amore.

Lo scultore abbandona le forme tradizionali del nodo con sezioni cilindriche (tonde) e introduce tagli squadrati e netti ad andamento sinuoso ed ondeggiante che aumentano il dinamismo della scultura e sembrano evocare la raffinata eleganza delle sculture ellenistiche e la gestualità liberatoria della scrittura asiatica.

La scultura nel suo vigore dinamico richiama un profondo legame alla cultura mediterranea della città turca legata alla presenza del mare cioè all’elemento primordiale dell’acqua intesa come fonte di vita e presenza dell’uomo.

Nell’opera viene ribadito il concetto ancestrale dell’importanza del gesto dell’uomo che attraverso la forza delle sue braccia del martello e della punta (subbia) imprime e materializza la sua particolare impronta nella pietra intesa come “scrittura” lasciata a memoria e testimonianza per le generazioni future.

In questa opera ritroviamo la peculiarità del percorso estetico dell’artista albanese aperto verso nuovi orizzonti ed esperienze, che nell’incontro con l’arte classica greca, romana, araba ed asiatica della città turca gli permettono di realizzare una sintesi plastica originale che rende riconoscibili le sue sculture.

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