MARTINSICURO – Dopo la revoca degli assessorati ai due consiglieri di An, il sindaco Di Salvatore è stato categorico: «Siamo assolutamente determinati ad andare avanti in 12: per ora nessuna ipotesi di eventuali accordi con le minoranze».

Il primo cittadino di Martinsicuro, del resto, in un anno e mezzo di mandato amministrativo, non ha mai mostrato la volontà di allargare le intese nei confronti del gruppo di opposizione di Città Attiva, la seconda lista più votata alle amministrative del 2007, seppure molti si aspettassero un’apertura già all’indomani delle elezioni.

Ma ora una risicata maggioranza di 12 a 9 (tenendo conto della presenza in maggioranza di due indipendenti quali Tuccini e Testasecca) potrebbe dare adito a equilibri politici molto delicati e da verificare ogni qualvolta un atto amministrativo necessitasse di votazione in Consiglio comunale. E semmai in un remoto futuro gli equilibri fossero alterati e ci fosse necessità di trovare nuove alleanze per proseguire nel governo cittadino? Come si porrebbe Città Attiva nei confronti di una eventuale possibilità di entrare in maggioranza?

«Non ci sono i presupposti per un’eventuale alleanza – ha affermato Paolo Camaioni – e non possiamo tradire le aspettative di tutti quei cittadini che ci hanno votato in antitesi all’attuale amministrazione. Non ci piace salire sui treni in corsa, anche se sarebbe più giusto dire che il treno politico-amministrativo di Martinsicuro è fermo al maggio 2007».

Un secco no quindi da parte del gruppo civico a qualsiasi ipotesi di entrare in maggioranza, seppure al momento si trovino a parteggiare per lo stesso gruppo politico alle elezioni regionali, il Pdl, seppure appoggiando candidati diversi: Emiliano Di Matteo, nipote del sindaco Di Salvatore e sindaco di Ancarano, è spalleggiato dalla maggioranza truentina, mentre Paolo Gatti è il candidato sostenuto dal gruppo civico.

«La decisione di appoggiare Gatti – ha spiegato Stefano Ciapanna – è stata presa dall’intero direttivo, e la nostra scelta è stata dettata non dalla volontà di identificarci in un partito politico, quanto dall’esigenza di sostenere una persona che all’interno dell’amministrazione Chiodi a Teramo si è rivelato un giovane capace, che è riuscito a fare molto per la città, e che si è distinto per il merito e non per il possesso di una tessera di partito».

Sulla crisi politico-amministrativa che ha investito Martinsicuro, Ciapanna non crede che il motivo di rottura tra An e il resto della maggioranza sia da ricondurre ad attriti politici e al sostegno di candidati diversi in Regione. «Se così fosse – ha spiegato il consigliere di Città Attiva – ci sarebbero dovuti essere contrasti anche con l’Udc, che ha oltretutto in maggioranza un consigliere candidato alle regionali. Di Salvatore avrebbe dovuto cacciare anche Monti a questo punto… E’ chiaro che tra An e il Pdl ci sono problemi che vanno ben oltre le incomprensioni politiche, che si risolvono quasi sempre con la mediazione e il buonsenso».

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