dal settimanale Riviera Oggi numero 751
GROTTAMMARE – Diverse discussioni, negli ultimi giorni, come la variante al Piano regolatore in zona Tesino nord, i nuovi insediamenti nella zona della piscina comunale, il “velodromo”, le palme erose all’inizio del lungomare sud. Molti commenti, alla fine, sono: «Rossi perché lo permette?» oppure «Quando c’era Rossi queste cose non succedevano» e anche «Rossi non lo ha mai permesso».
Abbiamo così pensato di ascoltare proprio lui, Massimo Rossi, ora presidente della Provincia, sindaco di Grottammare dal 1994 al 2003.
«Tutte le situazioni vanno contestualizzate – ha spiegato Rossi – non posso commentare ogni singolo avvenimento, non è corretto fare paragoni. Di certo, anche se possono lusingarmi questi commenti, non esiste la bacchetta magica, anche io posso aver commesso sbagli. Di certo Grottammare, per me che ogni giorno vengo in contatto con tutte le amministrazioni, è fra quelle a livelli più alti per qualità e competenze».
Per quanto riguarda la questione della variante al Piano regolatore presso Tesino nord? In Consiglio comunale è stato detto che lei, e comunque la Provincia, non avete fatto niente per impedirlo.
«È una “battuta” strumentale. La Provincia ha due funzioni: quella politica e quella di controllo. I politici, quindi anche io, studiano le regole che sono da seguire, sta poi agli uffici metterle in pratica. Se arriva una richiesta di questo genere, se rientra nelle regole, sono gli uffici che la approvano, secondo le norme stabilite dai politici. Ammesso e non concesso che la parte politica della Provincia non ammettesse una determinata scelta, non ha gli strumenti per poterla contrastare».
E a chi dice che «Rossi si è dimenticato di Grottammare?»
«Non è stato dimenticato nessuno, da presidente tutti i Comuni sono sullo stesso piano, ovviamente fatte salve alcune situazioni particolari in cui è possibile che io intervenga personalmente, l’impegno è per l’intero territorio, per equilibrio territoriale. Attualmente stiamo lavorando per le aree rurali e montane, che più necessitano attualmente di impegno da parte nostra. Questo non significa che se si lavora per una determinata zona, un’altra, come la Riviera, non possa trarne beneficio. La Provincia non ha dimenticato Grottammare, basta citare la palestra alla scuola per geometri, che è più propriamente un palazzetto, visto che ha 800 posti, scuola che è stata anche dotata di un impianto fotovoltaico, gli interventi sul fiume Tesino, i progetti per il florovivaismo, la filiera corta, l’impianto di micropropagazione per la clonazione delle piante migliori. Nella cultura “Saggi paesaggi” con “Borghi sul mare”, il Parco Marino, che a breve dovrebbe trovare conclusione, i 7 progetti (su 8 presentati) che sono stati finanziati, come il Cabaret, il BlowUp ecc.. Di cose ne sono state fatte».


Ha parlato di equilibrio territoriale, ci spiega?

«Ragioniamo in termini di omogeneità del territorio. Se si punta sulle zone rurali e montane, che attualmente hanno più bisogno di interventi rispetto a quelle costiere, questo si ripercuote anche sulla Riviera, per diversi motivi. Se tutti venissero ad abitare a San Benedetto o ad Ascoli o a Fermo ci sarebbe un peggioramento della qualità della vita. Si tratta quindi di far crescere con equilibrio ogni zona del nostro territorio. Il discorso è semplice con un esempio pratico: quando si è rotto il ponte di Tallacano, non è stato un problema solo di Ascoli, perché l’acqua mancava a tutta la zona fornita. Tutti e 73 i Comuni hanno l’appoggio e il sostegno della Provincia».


Un esempio di progetto che coinvolge tutta la Provincia, esclusi quelli già citati?

«È la Work Experience, patrocinata dalla provincia di Ascoli Piceno, un tirocinio formativo retribuito della durata di 12 mesi, per laureati e diplomati in cerca di occupazione, che quest’anno ha visto 2.157 progetti presentati di cui 1.527 ammessi al finanziamento, per un investimento di circa 14 milioni di euro. Di questi, ad esempio, ben 43 progetti provengono da Grottammare».

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