SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si parla tanto di giovani, negli ultimi tempi. Per la scuola, o per l’accesso al lavoro. L'”Universo giovani” è stato il tema del convegno promosso dalla Regione Marche e ospitato nella mattina di giovedì 13 novembre all’auditorium comunale.
«Non è facile essere aggiornati sul linguaggio e sulle pratiche dei giovani» ha affermato il sindaco Giovanni Gaspari di fronte alla platea dei ragazzi, «dal momento che con gli anni tendiamo a dimenticare quel periodo, così come ognuno di noi l’ha vissuto, senza considerare la difficoltà ulteriore che viene dalle innovazioni dei tempi, a partire da fenomeni attuali come Facebook. D’altra parte, pur nello sforzo di dialogare, dobbiamo tenere fermo che alcuni comportamenti andrebbero corretti, a partire dal divertimento che finisce all’alba e termina talvolta in tragedia».
«In una mia recente visita in Islanda» ha proseguito il sindaco, «ho potuto verificare come in quel paese i figli vadano via di casa già a 16 anni, o per studio o per lavoro, ciò che favorisce l’ingresso nell’età adulta delle ragazze e dei ragazzi. Preparare questo passaggio è certamente uno dei compiti più importanti che abbiamo di fronte, avendo ben chiare, al tempo stesso, tutte le opportunità che i giovani hanno la possibilità di cogliere, per il loro avvenire. Siamo molto onorati di ospitare questo convegno, e ringrazio per questo l’assessore Donati. La ricerca che viene qui presentata ci consente di conoscere sempre meglio l’universo giovanile, e sarà uno stimolo a fare sempre meglio».
Anche l’assessore regionale Sandro Donati era presente al convegno: «Questa iniziativa è un momento di confronto e discussione che ci consentirà di fare il punto sui giovani perché sono la linfa vitale di un universo variegato come lo sono le Marche. Le istituzioni devono aprirsi ai giovani e costruire spazi nuovi in cui essi possano esprimere la loro soggettività in tutti i campi. Non essere passivi consumatori, ma soggetti creativi nelle relazioni sociali ricche di amicizia, di cultura, di divertimento. I giovani hanno un forte bisogno di essere ascoltati, vogliono confrontarsi e condividere valori, vogliono assumere responsabilità, esprimere le loro idee, la loro creatività».

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