dal settimanale Riviera Oggi numero 747
Con l’avvento dei Piceni, all’incirca dal IX al V secolo avanti Cristo, viene interessata in modo diretto tutta l’area che si estende nella costa da Cupra Marittima fino alle foci del fiume Tronto, e nell’interno fino ai monti Sibillini, comprendendo tutto l’entroterra ascolano. In realtà la civiltà picena occupa una regione molto più vasta: infatti i Piceni lasciano tracce dei loro insediamenti anche nell’Abruzzo settentrionale, e poi a Fabriano, Matelica, Colfiorito e Cupra Montana, in quest’ultimo caso l’omonimia che il nome della dea Cupra comporta è inequivocabile. Le testimonianze degli storici antichi, tra leggenda e verità, vogliono che i piceni abbiamo valicato i Sibillini guidati da un uccello totemico e sacro al dio Marte, il picchio, ora simbolo della regione Marche; si può anche ipotizzare, in base a varie ricostruzioni storiografiche, che si sia trattato di migrazioni di comunità sabine e italiche che cercavano un loro spazio autonomo nell’area adriatica. E sicuramente lo spirito di autonomia contraddistingue i Piceni, popolazione italica che non mancò di onorare le tradizioni guerriere di ogni stirpe indoeuropea.

Infatti dai reperti ritrovati nelle necropoli picene, la più vicina distribuita sui tre colli tradizionali di Cupra Marittima (nelle quali è stato trovato un anellone in bronzo a quattro o sei nodi, specificamente esclusivo delle necropoli cuprensi), dai corredi funerari e dalle fonti archeologiche che hanno vinto l’usura dei secoli, emergono proprio in modo definito i tratti di una civiltà di natura aristocratico-guerriera: spade, elmi, lance, pugnali, carri da guerra, fibule, morsi equini. Una popolazione bellicosa dunque, chiamata a trovare uno spazio vitale e a difendersi dalle popolazioni confinanti, dalla pressione romana che stava sorgendo a ovest e dalle tribù celtiche a nord.

Questa caratteristica eminentemente guerriera è simile a quelle delle civiltà dei Micenei, degli Spartani, dei Celti e dei Germani. Oltre alle principali testimonianze guerriere i piceni hanno lasciato offerte votive e cultuali, rare iscrizioni nella loro lingua ancestrale e materiale d’importazione, derivante dal commercio con altri popoli. Per quello che concerne l’aspetto cultuale e religioso del paganesimo piceno, l’unica divinità conosciuta è la dea Cupra. Probabilmente i piceni avevano altre divinità guerriere e anche un culto dei lari e dei penati simile a quello dei latini (culto delle anime dei defunti che proteggevano la comunità), ma le tracce rimaste sono scarsissime.

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