SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Studiare la dinamica, il numero, la qualità degli incidenti stradali sul territorio comunale per migliorare la sicurezza del traffico in modo mirato e scientifico.
Servirà a questo il nuovo studio compiuto dall’Ufficio tecnico del Traffico, che il Comune da qualche anno ha messo nelle mani del professor Francesco Canestrari, docente universitario alla Politecnica delle Marche.
I dati contenuti nella relazione sono illuminanti, a tratti positivi e a a tratti inquietanti. Rimane stabile il numero di incidenti e sinistri dal 2004 a oggi (una media di 650 casi), così come i feriti (517 nel 2007). Nel 2007, per fortuna, non ci sono stati morti, mentre nel 2006 ce ne sono stati 5, nel 2005 tre e nel 2004 due.
Si conferma l’effetto virtuoso delle rotatorie sulla sicurezza degli incroci stradali, ribadendo peraltro come rendere più sicuri alcuni incroci ancora tradizionali assesterebbe un forte colpo all’incidentalità nella nostra città: è allarmante, invece, l’incidenza della guida in stato di ebbrezza sugli incidenti che si verificano (vedi la terza tabella allegata). Nel 2007 questo reato è stato riscontrato in 37 casi di incidenti (8,5% del totale): l’aumento rispetto al 2006 è stato del 50%. Facendo una media dal 2004 al 2007, l’incidenza della guida in stato di ebbrezza sugli incidenti stradali registrati è del 5,4%.
INCROCI SICURI Le rotatorie diminuiscono gli incidenti stradali, oltre a rendere più fluido il traffico. Prendiamo l’intersezione fra la sopraelevata e viale dello Sport. Nel periodo 1999-2000 ci sono stati 9 incidenti, con 13 feriti. Nel 2006-2007 4 incidenti con 4 feriti. Oppure l’intersezione viale dello Sport-via Togliatti. Prima di fare la rotatoria, nel 1999-2000 si registrarono 12 incidenti e 22 feriti; nel 2006-2007 9 incidenti con “appena” 12 feriti.
«Anche interventi minimi come la minirotatoria fra via Volta e via Virgilio possono risultare utili», spiega Canestrari.
Il prossimo incrocio per il quale in tempi brevi è prevista una rotatoria è a Porto d’Ascoli, all’incrocio fra la Statale 16 e via Mattei.
INCROCI INSICURI Secondo un dato del 2004, a San Benedetto gli incroci semaforici sono più a rischio incidenti che nel resto d’Italia (il 13,17% degli incidenti a San Benedetto avviene negli incroci, contro l’8,73% del dato nazionale).
Nel 2007 (ma il trend è pressoché costante dal 2004 in poi) gli incroci con più incidenti sono tutti nel centro di San Benedetto: via Roma-via San Martino, via Pizzi-via San Martino, viale De Gasperi-via Asiago, via Calatafimi-via Pizzi. Al quinto posto, l’incrocio via del Cacciatore-via Goffredo da Buglione. Per ovviare a questi problemi, per Canestrari la strada è una sola: occorre restringere la carreggiata per i veicoli in prossimità di ciascun incrocio, allargando contemporaneamente i relativi marciapiedi. In aggiunta, mettere degli attraversamenti pedonali rialzati. Si tratta del sistema usato per gli incroci con le vie laterali su viale De Gasperi: «Questa messa a punto, peraltro poco costosa, segue la strategia del Traffic calming. Gli automobilisti vengono invitati dalla conformazione della strada ad adottare una guida moderata», spiega Canestrari.
LA STATALE 16? UNA GUERRA Per il docente universitario, sono inquietanti i dati relativi alla statale adriatica: oltre 500 feriti dal 2004 a oggi, più tre morti nel 2006; una media di 160 incidenti all’anno, fra il 2004 e il 2006. Nel 2007 si è verificato un calo (132 incidenti, 138 feriti) sensibile, soprattutto nel tratto di corso Mazzini, a nord della città. Canestrari spiega: «Si tratta di un effetto collegato agli asfalti sperimentali messi negli scorsi anni da via Bianchi a piazza San Filippo Neri, il quale permette una migliore aderenza ai veicoli. Inoltre, essendo fotocatalitico, permette l’assorbimento delle polveri sottili. Ne andiamo fieri, sono stati fatti articoli scientifici e ne parleremo anche in un convegno presso la direzione Anas di Roma».
DONNE AL VOLANTE, SICUREZZA COSTANTE I dati parlano chiaro. Grazie al loro stile di guida “meno aggressivo”, quando al volante ci sono le donne è meno probabile che si verifichi un incidente. Nel quadriennio 2004-2007 gli incidenti con autisti donne sono stati appena il 30% del totale.

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