ASCOLI PICENO – L’onorevole Amedeo Ciccanti dell’Udc è persona troppo esperta di politica – forse, al momento, la più esperta dell’intera provincia tra chi la svolge in maniera attiva – per non valutare il peso delle sue parole. E se plaude alla Giunta di centrosinistra regionale, guidata dal presidente Spacca, per il ritiro della proposta di commissariamento del Piceno Consind, l’avrà fatto a ragion veduta: «Esprimo soddisfazione per la decisione di Spacca, ma mi preoccupa l’azione mediatica di delegittimazione dello stesso “Consind” che ha molti demeriti di gestione – come succede alla Regione – ma non può essere messa in discussione la sua certezza di esistere».
«L’assessore Donati – continua ad ogni modo Ciccanti – che deve caratterizzarsi per lo sviluppo del Piceno e non per fare il ‘gendarme’ di una Giunta che non sta mantenendo le promesse fatte di sostegno all’economia picena, deve pretendere di subordinare le ispezioni a due condizioni: se si rilevano atti di cattiva gestione deve far commissariare l’esecutivo, se però si rileva la regolarità degli atti e delle decisioni amministrative, al di là delle responsabilità penali che sono personali e quindi esterne all’Ente, allora la Regione ‘deve mettere mano al portafoglio’».
«Non è accettabile che la Regione Marche vanti l’onore di ‘controllare e vigilare’ senza anche l’onere di finanziare. Troppo comodo! Invito a stare all’erta su eventuali colpi di mano riguardo alla rappresentanza. Il Presidente Spacca non può stabilire come Berlusconi la democrazia e la rappresentanza secondo convenienza di parte e per legge. Nelle Marche deve prevalere il principio di ‘sussidiarietà’ così come espresso nello Statuto: si astenga il Consiglio regionale da decisioni che possano essere prese dagli enti locali in autonomia funzionale e politica”».

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